dalla raccolta “Rima Palpebralis”

Ogni sera chino sul chiaro
orto delle pagine,
colgo i frutti del giorno
e li raduno. Allineati
sui filari paralleli corrono i pensieri,
tracce di accorti innesti.
La mia vita è legata
al frugale raccolto,
il suo consumo è quotidiano, dimesso.
Nessuna logica è nel prendere
i fiori o i frutti secchi. L’unica,
e può bastare, è in questa secrezione
spontanea e vegetale dell’idea.
Lenta commozione della terra
che turbata la concepisce. O la cucina
per il suo disadorno commensale.

Valerio Magrelli

S’introduce a volte nel pensiero
come nell’acqua, un riflesso
che l’attraversa e ne misura il fondale.
È un occhio che si apre
dentro le lucide onde e vi affonda.
La linea si distende e la luce
discendendo si quieta.
La mente torna allora a chiudersi
nello sforzo verticale e profondo
della ferita e del gorgo.

Valerio Magrelli 

oooOooo

Valerio Magrelli… una delle gocce che mi son rimaste addosso dal tuffo nel mare editoriale del Salone del Libro di Torino 2017