Il Vecchio con il nome del santo

Se ne sta lì acquattato in un pianoro piccino e assolato. Immobile, lo sguardo puntato a nord-est, ammira i colori cangianti dell’amico mare, ne osserva l’incerto incedere, ne ascolta il richiamo talvolta burbero spesso suadente. Per agguantarlo lo si deve sorprendere alle spalle, percorrendo l’unica lunga strada che si snoda tra alte rocce arse che, come amorevoli braccia, nascondono e proteggono l’integrità di questo Vecchio dalla straordinaria vitalità.

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Giorgio

– Noo! – sorrise… e le baciò le ciglia umide di gioia .

Salvato il file, si stiracchiò.  Era esausto ma soddisfatto di essere arrivato alla fine. La correzione della bozza l’aveva assorbito per giorni. Non era stato facile, questa volta Cecilia aveva davvero esagerato nel raccontare la storia di Elisabetta Roman: trecentotrentaseimilaquattrocentododici battute Word di un intreccio tra passato, presente e futuro da cui l’autrice ne era venuta fuori mirabilmente come sempre. Ma, come sempre, la foga nello scrivere le aveva giocato brutti scherzi facendole fare una caterva di omissioni, errori e fastidiose ripetizioni.

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L’Alpe Fagacea – Tra.scrivendo realtà… leggendarie

A Erinaceuslandia è appena scesa la notte e, come in ogni sera, gli alberi del bosco frusciano tutti attorno al Grande Masso Ciccio per ascoltare una delle tante storie d’altri tempi. Ciccio si schiarisce la voce e inizia a bisbigliare:

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Spuntando appunti di una matita appuntita

Si sveglia col sorriso e la voglia di far una vagonata di cose in quel freddo ma soleggiato sabato. Mentre aspetta il buongiorno dal gorgoglio della caffettiera, pianifica la giornata: faccende di casa, pranzo veloce, una corsa al centro commerciale per la spesa e, già che c’è, una puntatina alla libreria aperta da appena un paio di mesi. ‘La Temeraria’, così

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La maga e lo scrittore

TUITMUCHACHACAMA

Sul Librone della Vita si possono leggere grandi storie, storielle e storiacce. Poi ci sono scritte storie che contengono altre storie piccine piccine ma tenaci a crescere come piante nate, da semi trasportati dal vento, nella crepa di una roccia. A me va di raccontarvene una. A voi va di ascoltarla?

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