Un altro mare

Ma tu ci sei mai stato al mare in una tiepida giornata di pieno inverno, con un’insospettato quanto inusuale cielo terso e una leggera brezza?
Hai mai passeggiato sulla sabbia liscia, morbida e fredda di una spiaggia deserta, quando i tacchi degli stivali di camoscio affondano leggermente dandoti l’impercettibile sensazione di sprofondare all’indietro?
Lo hai mai visto, a mezzogiorno, lo spettacolo del sole basso all’orizzonte e dei suoi raggi che, allargandosi sulle increspature dell’acqua, accendono millemila lucciole abbaglianti?
E il profumo di salsedine, quello vero non contaminato da creme solari o scarichi di nafta o alghe marcite al caldo, lo hai mai bevuto a pieni polmoni?

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Vorrei essere capace di scriverle io parole cosi del mio mare… e invece son solo buona a star lì ad ascoltarlo nelle silenziose albe …

Grazie Moralia In Lob per averla postata.

Un'ora

Sempre bianca rimane questa riva,
immacolata l’acqua, benedetta
l’impossibilità della distanza:
e noi poveri, pochi nell’ascolto
che si nega e dilaga nell’udito.
Si resta ad aspettare la parola.
Imparare lo strascico delle onde,
limitarsi a raccogliere sul lido
gli avanzi di quel mare che straborda.
E al fondo scomparire, ritornare
a casa, le mani ancora insabbiate.

Ma forse questo chiediamo sull’orlo
alla spuma, di trovarla in un difetto
di pronuncia, sepolta troppo dentro
la quotidianità. Di parlare
quasi a doverla masticare a vita,
dimenticando di doverla dire.

Michele Bordoni – Gymnopedie

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