dalla raccolta “Rima Palpebralis”

Ogni sera chino sul chiaro
orto delle pagine,
colgo i frutti del giorno
e li raduno. Allineati
sui filari paralleli corrono i pensieri,
tracce di accorti innesti.
La mia vita è legata
al frugale raccolto,
il suo consumo è quotidiano, dimesso.
Nessuna logica è nel prendere
i fiori o i frutti secchi. L’unica,
e può bastare, è in questa secrezione
spontanea e vegetale dell’idea.
Lenta commozione della terra
che turbata la concepisce. O la cucina
per il suo disadorno commensale.

Valerio Magrelli

S’introduce a volte nel pensiero
come nell’acqua, un riflesso
che l’attraversa e ne misura il fondale.
È un occhio che si apre
dentro le lucide onde e vi affonda.
La linea si distende e la luce
discendendo si quieta.
La mente torna allora a chiudersi
nello sforzo verticale e profondo
della ferita e del gorgo.

Valerio Magrelli 

oooOooo

Valerio Magrelli… una delle gocce che mi son rimaste addosso dal tuffo nel mare editoriale del Salone del Libro di Torino 2017

Passeggiata notturna

Niente è paragonabile. Esiste forse cosa
che non sia tutta sola con se stessa e indicibile?
Invano diamo nomi, solo è dato accettare
e accordarci che forse qua un lampo, là uno sguardo
ci abbia sfiorato, come se
proprio in questo consistesse vivere
la nostra vita. Chi si oppone perde
la sua parte di mondo. E chi troppo comprende
manca l’incontro con l’Eterno. A volte
in notti grandi come questa siamo
quasi fuor di pericolo, in leggere parti uguali
spartiti fra le stelle. Immensa moltitudine.

Rainer Maria Rilke