Aggiungi titolo

L’uomo in jeans e camicia azzurra, guardò l’orologio digitale appeso proprio al di sopra della doppia porta di metallo in fondo al lungo corridoio color crema: segnava le 03:34. Fece mente locale del tempo trascorso da quando, ricevuta la telefonata, si era precipitato rischiando una multa per eccesso di velocittà, parcheggiato la sua Giulietta da qualche parte nell’enorme spiazzo, salito di corsa quelle due rampe di scale per arrivare sin lì col cuore in gola per poi sentirsi dire:

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La scatola

Suonano alla porta. Chi può essere a quell’ora della mattina?
Posata la tazza del caffè, la donna va ad aprire. Si stranisce nel vedere un fattorino in divisa bianca impeccabile che la saluta sorridendo porgendole un pacco non molto grande e una ricevuta da firmare. Legge attentamente il nome del destinatario: è proprio il suo. Il nome del mittente non è compilato.

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– Zia, m’annoio… mi racconti una storia?


– Passami il nostro librone che te ne leggo una.
– No, inventala te
Bien. Allora siediti qui vicino a me e ascolta.
Molte lune prima che tu nascessi, un’astronave proveniente da un’altra galassia atterrò a luci spente sul nostro pianeta. Ne  rotolò fuori un esserino bianco tutto tondo con una miriade di appiccicose ventose rosse urticanti: erano antenne ricetrasmittenti.

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