Aggiungi titolo

L’uomo in jeans e camicia azzurra, guardò l’orologio digitale appeso proprio al di sopra della doppia porta di metallo in fondo al lungo corridoio color crema: segnava le 03:34. Fece mente locale del tempo trascorso da quando, ricevuta la telefonata, si era precipitato rischiando una multa per eccesso di velocittà, parcheggiato la sua Giulietta da qualche parte nell’enorme spiazzo, salito di corsa quelle due rampe di scale per arrivare sin lì col cuore in gola per poi sentirsi dire:

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Vuoto

È buio quando rientro a casa. Suono il campanello ma non risponde nemmeno Husky. Frugo in tutte le tasche in cerca della chiave. La trovo. Apro. Un fitto silenzio mi investe in pieno petto facendomi sorgere uno strano presentimento. Poso la valigia e mi chiudo la porta alle spalle. Due passi incerti e accendo la luce. Quello che mi appare è uno spettacolo raccapricciante:

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La scatola

Suonano alla porta. Chi può essere a quell’ora della mattina?
Posata la tazza del caffè, la donna va ad aprire. Si stranisce nel vedere un fattorino in divisa bianca impeccabile che la saluta sorridendo porgendole un pacco non molto grande e una ricevuta da firmare. Legge attentamente il nome del destinatario: è proprio il suo. Il nome del mittente non è compilato.

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