Giorgio

– Noo! – sorrise… e le baciò le ciglia umide di gioia .

Salvato il file, si stiracchiò.  Era esausto ma soddisfatto di essere arrivato alla fine. La correzione della bozza l’aveva assorbito per giorni. Non era stato facile, questa volta Cecilia aveva davvero esagerato nel raccontare la storia di Elisabetta Roman: trecentotrentaseimilaquattrocentododici battute Word di un intreccio tra passato, presente e futuro da cui l’autrice ne era venuta fuori mirabilmente come sempre. Ma, come sempre, la foga nello scrivere le aveva giocato brutti scherzi facendole fare una caterva di omissioni, errori e fastidiose ripetizioni.

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