L'emissario

Eccolo lì riflesso nel mio specchio. Il subdolo infame, si pavoneggia tronfio in tutta la sua statura. Con l’improbabile manina mi fa un cenno di saluto al quale rispondo con gli occhi a punta di spillo che giurano vendetta mentre abbasso la mano che impugna il mascara. Ma non lo mollo: potrebbe essere un’arma efficace. Attimi di silenzio e rabbia in rapida ascesa, poi sbotto:
– Inizia col dirmi dove sei stato imboscato tutto questo tempo, poi dimmi se ti pare il modo di apparire così improvvisamente. Potevi almeno mandare un WhatsApp, una mail, un piccione viaggiatore.

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