Caro Diario,

esistono ancora le nuvole? Da che sono qui, non ne ho vista nemmeno una. Niente di niente. Nemmeno del tipo di quelle piccine e paffute. Solo azzurro intenso.

Sì, ci hai preso: dopo i se, i ma, i forse, all’alba di quella domenica, ho infilato giusto due cosette nel borsone – sull’isola non serve molto – son salita in auto e son partita. Solo io e il mio calesse blu. A tenermi compagnia ci ha pensato la musica, guidarmi il fido Sat.

Distanza da coprire e rallentamenti erano tali che, per far riposare i cavalli e io dormire al sicuro, mi son fermata nella città di mezzo dove, prima di ripartire, ho dovuto affrontare le ire della  lupa dagli occhi di ghiaccio. Ho vinto… un po’ come Pirro.

L’indomani, appena scesa dalla barca di Caronte: “Bacio le mani, don Colapesce. Son tornata a trovarvi” ho sussurrato con rispetto verso chi questa terra la sorregge da tempo immemore. Poi subito via verso il centro. All’antico villaggio.

Qui tutto è rimasto come l’ho lasciato anni fa: lo scampanellio lontano delle greggi, la grande casa tra ulivi in fiore e campi di grano da poco falciati a perdita d’occhio, l’affetto delle persone che mi conoscono da sempre.

Appena mi ha vista donna Mela mi ha chiesto di lui… e non ha ancora smesso di farlo. Alla sua età, la mente annulla il presente. Alla mia dovrei annullare il passato, e imparare a girare pagina una buona volta invece che ostinarmi a girare il viso dall’altra parte del futuro. Lo so

[…]

Son venuta quaggiù per festeggiare il mezzo secolo del mitico Fred, fare due bracciate anche se il mare è davvero lontano, e ambrarmi al sole. Avevo in programma di restare una settimana al massimo ed è finita che tra un “… e che fretta c’è, picciridda” e l’altro, di settimane qui sull’isola ne son passate due. Per di più, domani si va tutti a trovare il Vecchio col nome del santo. Saremo suoi ospiti per un tot e sarà tutta un’altra vacanza.

estratto dalla pagina di giovedì 26 agosto 2020

38 risposte a "Caro Diario,"

  1. Non pensare a tornare pensa a viverti ogni attimo in quel posto che è la cosa più bella che tu possa fare. Del domani non c’è certezza. Goditi l’oggi nella terra dei ciclopi (anche per me! )

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  2. Lo stemma della Sicilia è la Triskeles, detta Trinacria, costituita da tre gambe disposte come ruote d’un carro, al centro una Medusa con dei serpenti intorno al volto. La forma della Sicilia è un triangolo, ma la Triskeles non ha nulla a che vedere con le tre cuspidi della Sicilia, perché si tratta di un antichissimo……. simbolo solare. Niente nuvole Cat!

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    1. questa non la sapevo! Conosco solo la leggenda di Colapesce.
      Niente nuvole, no no, tranne quelle di fumo denso, acre0, distruttivo. Chilometri di nero scempio, Grazia. Mi è preso il magone…

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  3. Mi hai fatto tornare in mente una delle mie canzoni preferite: “Nuvole rosa” di Giuliano Palma. Vado ad ascoltarla! 🙂
    P.S.: Colgo l’occasione per dirti che ieri ho sfornato un nuovo post, in cui racconto uno degli incontri più decisivi della mia vita… spero che ti piaccia! 🙂

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  4. Del viaggio che hai fatto ne so qualcosaa, e così di quando si scende dalla Caronte. Ma non avevo mai pensato a Colapesce, d’ora in poi lo farò, con gratitudine. Buon resto di vacanza e mangia tanti arancini!1

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