Sull’isola che c’è

È la notte di mezz’agosto e nel cielo manca la luna.

La spiaggia deserta è rischiarata, qua e là, dai bagliori di piccoli falò.
Attorno ad uno di questi, la chitarra dell’inossidabile cugino Manfredi accompagna i canti allegri dello sparuto gruppo di sempiterni ragazzacci. Le stelle ci guardano, ci ascoltano, applaudono il repertorio di sempre.
Sommesso, insistente, il lento fruscio della risacca si mischia all’eco di lontani ricordi.

È la notte di mezz’agosto, al cielo manca la luna, a me manchi tu

21 risposte a "Sull’isola che c’è"

  1. La chitarra ci sta sempre bene. Di solito chi suona non limona, che condanna… Sapore di sale, sapore di mare, quella tua maglietta fina… se tornassi indietro la chitarra la farei suonare a mio cugino.

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    1. Ora ho capito perché Manfredi a 50 anni è scapolo 😂😂😂

      comunque, nonostante fossimo in Sicilia, niente limoni che tra parenti non sta bene… e nel repertorio c’erano i Beatles, il Liga, De Andrè, De Gregori, la Zaz e via cantando. Sì Manfredi è una garanzia di qualità 😉

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    1. Grazie a te per la risposta! Colgo l’occasione per dirti che ho appena pubblicato un nuovo post, in cui racconto un aneddoto molto significativo della mia infanzia… spero che ti piaccia! 🙂

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