Te lo racconto così

Me lo ricordo come fosse ora. Quegli occhi un po’ all’ingiù, cerchiati e tristi, han iniziato a puntarmi appena entrata nel negozio rosso di Piazza Piemonte.
Mi volevano dire qualcosa?

Forse, ma avevo altro per la mente e ho subito allungato il passo.

Lì dentro, avrò perso sì e no un paio d’ore girovagando minuziosamente tra i reparti dei due piani. Arrivata alla cassa mi sento ancora quello sguardo addosso. Pago e, avviandomi alla porta d’uscita, mi ci pianto davanti sfidandolo in silenzio per qualche minuto.
Arriccio il naso. È tardi. Esco.
La corsa sotto la pioggia, la métro affollata mi fan dimenticare la sua esistenza. Lui, però, non dimentica la mia e, nel giro di qualche mese, attraverso un dedalo di viuzze in pixel, mi riappare davanti.

Stavolta cedo.

Mi racconta di “marchi” indelebili lasciatigli da Rozzangeles, da una famiglia smembrata, dalla sua omosessualità, da un virus che gli farà compagnia per la vita e della sua tenacia nel volerli sbiadire.
Si pone (mi pone) una domanda dietro l’altra: difficile trovare risposte.
Mi parla con un ritmo veloce e un linguaggio nuovo, deciso, diretto, schietto, pulito, tutt’altro che lamentoso ed è solo tutta colpa della mia dannata empatia che mi frega sempre lasciandomi senza parole, se alla fine il nodo in gola mi è salito… più su.

Lui si chiama Febbre – alias Jonathan Bazzi – è il ripescato, il sesto, della “cinquina” finalista al Premio Strega 2020 e non sono la sola a dire che merita ascolto.


ndh: si dice “beati gli ultimi perché saranno i primi” sempre che i ripescati non gli freghino il posto, aggiungo io. Anche se lo merita, mi rendo conto che è quasi impossibile che ciò avvenga giacché, come tradizione vuole, se non hai le “spalle coperte” da un nomone, per te non c’è Strega (la storia insegna). Però questo 2020 ha già stravolto un po’ di equilibri, hai visto mai che…

41 risposte a "Te lo racconto così"

  1. speciale recensione sperando che la profezia si avveri.
    Dubito, perché l’hanno ripescato secondo il manuale celcelli libresco. Bisogna bastonarli quei due o tre gruppi che impongono i loro libri anche se fanno schifo.

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    1. come farti torto, Gian Paolo, ma si sa, lo Strega è un premio alle case editrici, un modo per far vendere più libri a danno delle piccole e medie.
      comunque lui è edito Fandango 😉, mica Paninazzo edizioni.

      E va beh, io comunque stravedo sempre per gli ultimi dello strega 😂

      Piace a 1 persona

  2. Che bellissima recensione! All’inizio avevo pensato fosse un cucciolo di cane, ero pronto ad ospitarlo con Flettax & co. Viene voglia di leggere tutto quello che leggi, ma è impossibile (almeno per me), se ci fosse ancora la Selezione del Reader’s Digest potrei provarci…

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  3. ti lascio un commento parafrasando una bellissima frase tratta dal film “La leggenda del pianista sull’oceano” a sua volta tratto da quel libro fantastico di Baricco, Novecento:
    “a leggere libri son buoni tutti, ma tu sai anche recensire”
    ciao cara

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