… ce n’est pas possible

Sul suo viso tondo, incorniciato da lunghi capelli sottili come seta, spiccano due grandi nocciole dalle ciglia lunghe, mentre il naso è piccino e sembra guardare all’insù. Di norma è allegra e coinvolge tutti con la sua risata contagiosa, ma quando si mette in testa di tenere il broncio è inguardabile oltre che inamovibile.
Se le chiedi il nome lei, con voce cristallina, ti risponde “Marta senz’acca” arrotando la erre come al suo solito, se invece chiedi quanti anni ha si fa pensosa e alzando le spalle ti risponde che non se lo ricorda.
Marta senz’acca non sopporta:

dormire, il formaggio grattugiato nella minestra, le Barbie, le gelatine alla frutta, la nutella, la ‘riflessionedel sole al punto di non uscire mai senza gli occhiali scuri, essere fotografata, il vento perché la spinge e le alza la gonna, e qualche altra cosa che al momento non mi viene in mente.
Adora: i peluches, frutta e verdure, stare in mezzo alla gente, ballare, andar per boschi in cerca di castagne gnomi e folletti, portare i grissini ai cigni del Ciani, il gelato, parlare senza sosta, Goofy, le scarpe rosse, Masha con l’acca e far un casino che metà basta.
Sopra ogni cosa, però, Marta predilige le favole specie se a raccontargliele non è la TV ma la nonna, la zia preferita (quando c’è) o se sono scritte sui libri che con immensa caparbietà, sta imparando a leggere (e se non riesce inventa parole e se la ride, o se si stanca, continua stravolgendo la storia a modo suo come nulla fosse).

Per mesi, la piccola peste, ha aspettato l’arrivo del desiderato fratellino. Come in un gioco, è andata con i nonni a comprargli i vestitini, gli ha preparato la stanzetta mettendo persino il suo adorato Goofy accanto al lettino, ha sognato nuove avventure insieme “[…] tipo Hansel e Gretel”, dice lei, e ha scelto il nome: Marcel. 

Stamane, Marta senz’acca è raggiante: il piccolo è finalmente arrivato a casa e lei ha subito chiesto alla mamma di poterlo tenere in braccio assicurando: “non lo rompo. Prometto”
Ed eccoli lì, quei due piccini insieme, nella foto che ‘il mio cuginonenonché loro papà mi ha inviato. Roba da lucciconi teneri, credimi… e io ho una gran voglia di essere con loro e far festa… e abbracciarli e… coccolarli e farmi coccolare da Marta… e ma, fino a quando non riaprono le frontiere per oltralpe… ce n’est pas possible


῁e sì, Marcel. Il post Zia m’annoio, mi racconti..” postato qualche giorno fa.è per lui. L’ho scribacchiato pensando che
non sarei stata lì al suo arrivo e che un giorno gli racconterò il perché
come si fa con i bambini: tra meraviglia realtà e fantasia

30 risposte a "… ce n’est pas possible"

    1. Nooo dai!! anche te!?!?! wooow!! sta cicogna ha depositato fagotti a destra e a manca. eheheheheh!!
      mascio o femmina?
      Nome?
      e te… felice, vero? ^_^
      Auguri sio Alberto… 😉

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  1. Quanto ti capisco. Niente potrà toglierti questa sensazione spiacevole ma presto ti rifarai di tutto, ti rifarai alla grande e potrai leggere loro le favole di persona. Prepara il fiato, zia Hérisson 😅

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  2. è magnifico questo pezzo e mi ha anche commosso, mi ha ricordato la mia nipotina Alya (senz’acca) che sono ormai più di 40 giorni che non vedo e non abbraccio.
    per comunicare con lei le racconto delle storie in audio che la sera le mando e con le quali lei si addormenta. Stasera le vorrei raccontare della tua Marta ne sarà felice. Graie!

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