Tra tuffi e grigliate

ma anche lente pedalate e chilometri di corsa svoltando l’angolo di ogni alba,

ho incontrato più di un paio di irrinunciabili amici. Insieme abbiamo sorriso, riflettuto e, perché no, litigato di brutto.

Màrius Serra, per esempio, mi ha fatto sorridere raccontandomi una sua rocambolesca  giornata a Barcellona durante la Festa delle rose e del libro di Saint Jordi, dove lui, il Serra, ha sollevato il problema della “buona editoria”. E come dargli torto?
Simpatico, sì, ma di un caotico che metà basta. Se lo dovessi rincontrare cambio strada ^_^

Invece col Missiroli ho litigato proprio. Un po’ perché l’uso smodato del linguaggio scurrile mi fa venire i bubboni e un po’ perché la trama gira a vuoto attorno alla “presunta colpa” di un paio di personaggi, il docente sposato e la giovane alunna, per poi passare attraverso ben più espliciti tradimenti occasionali.  Insomma la solita storia sui “pruriti” di un quarantenne fallito che per duecento e passa pagine  non è rimasto fedele nemmeno a se stesso. Almeno per come la vedo io che ho un concetto di Fedeltà vecchio come Abarkuh.
Un incontro, quello con Marco, che mi ha lasciato l’amaro in bocca.

Per fortuna poco dopo trovo un incantevole amico: Murakami-sama. Lui sa come e di cosa parlare e ascoltare la sua saggia pacatezza mi affascina sempre. Certo, esordisce anche lui con un tradimento, ma lo accenna appena e poi via per le strade del Giappone fino ad arrivare alla casa nel bosco dove è ben nascosto L’assassinio del commendatore. Da lì, il racconto assume la dimensione di sogno vivido, spaziando dalla musica classica al tintinnio di una campanella inerte, dall’antica arte nihonga alla materializzazione dei personaggi ritratti, da indagini a sensi di colpa e piccoli complotti; dal conscio all’inconscio, dalla stanza di una casa di cura agl’inaccessibili cunicoli sotterranei stretti e bui delle nostre paure (da dominare confidando anche un po’ nel nostro angelo Custode). Avvincente. Coinvolgente. Spiazzante.
Prima di salutarmi, Murakami-sama mi fa l’occhiolino e mi sussurra “impara a sognare, piccola stupida di un hérisson, ma fallo credendoci con tutta te stessa solo così i sogni si realizzano”. “Bien, ci provo, Haruki, ma non ti prometto di riuscirci, neh!”

Finché. . . No, aspetta, non te ne andare. Te ne dico ancora uno solo…
ah, ti ho proprio annoiato… humm peccato perché la disquisizione sulla Porta con Magda Szàbo a proposito di amore per la vita e quindi il diritto al suicidio, è stata davvero interessante… ma fa nulla, dai. . .  

buona nanna

38 pensieri riguardo “Tra tuffi e grigliate

    1. Non mi piacciono le recensioni e non ho i titoli per farle. Dico solo le mie impressioni cercando di non annoiarvi, di incuriosirvi e di non fare troppo male agli autori ^_^ (rispetto comunque il loro lavoro). Altrimenti di Missiroli avrei detto che scrive pornografia, di Murakami che avrebbe potuto scrivere tutto in un solo libro invece di metterne in commercio due (ma si sa che comandano le case editrici).

      Piace a 1 persona

    1. ahahahah, questa della bombetta non me l’aspettavo.
      Leggerò Charlot di Stassi. Di suo ho letto “ogni coincidenza ha un’anima”: ha dentro un mondo di libri e di coincidenze con me (compresa quella per cui l’ho letto).
      In paio di coincidenze ci sono anche tra le dritte che mi hai dato:
      della Nobel Munro da un po’ ho in pigna (da leggere) “le lune di Giove”… conosci?
      del nostro adorato Murakami, invece, ne ho letti diversi ma qul Legno Norvegese ancora mi manca, mentre I salici ciechi l’ho scaricato giusto appena finiti i due del Commendatore (giuro giuro!) anche se ancora non ci ho messo su gli occhi.
      Non mi resta che decidere quale iniziare a leggere.
      Grazie MIL, grazie davvero 🙂

      (non hai letto Serra né Missiroli però nel pensiero di un riccio che sperava in una spifferata di dritte letteraire sì eheheh)

      Piace a 1 persona

    2. ^ _^ oui
      un “dilemma” mirabilmente romanzato con “eleganza” dalla Barbery. Renée e Paloma mi han lasciato il segno per giorni… ed è nato il nome del blog: nessun altra parola mi avrebbe fotografata meglio.
      (e pensa che non volevo leggerlo, ma un pomeriggio è venuto a prendermi lui, sarei stata scortese a rifiutare 😅😅)

      Mi piace

    1. Magda è una penna arguta. ha scritto “La Porta” senza miele o inutili moralismi.
      non racconta di corpi tenuti in “vita” da una macchina, ma di vissuto, di forza di volontà (che in certi individui può mancare), di indifferenze, di supporti (talvolta spiazzanti), di eventi subiti che fan vergognare fino al punto di non poter reggere più lo sguardo del mondo attorno; di diritti, doveri, scelte, impotenze… incomprensioni (verso altre realtà).
      questo è quello che, neanche poi tanto tra le righe, ci ho trovato; il resto sta scritto sulle pagine 😉

      Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.