Cathédrale

Come ogni sera passo dal suo studio per dargli la buonanotte. Lo trovo in poltrona, con gli occhi lucidi sembra fissare il vuoto. Non si accorge del mio arrivo.
Immobile.

Alla TV accesa , silenziosa, stanno scorrendo immagini che catturano anche me: impietrita. Sento un brivido lungo la schiena, un pugno allo stomaco, le gambe non mi reggono. Mi accuccio a terra accanto a lui, poggio la testa sulla sua gamba e… la sua grossa mano mi accarezza i capelli. Come solo i padri sanno fare.

Restiamo lì per un tempo infinito, col nodo che ci stringe in gola impedendo alle parole di uscire… dopotutto, a che cosa o a chi servirebbero?

Entrambi sappiamo che il drago, irrispettoso persino di Nostra-Signora, questa volta è indomabile e, insaziabile sta portandosi via capitoli di storia.. arte… cultura… letteratura… E più distrugge più prende forza fino a portarsi via anche qualcosa dei miei ricordi lontani di ventenne innamorata e una fetta di sogni perduti.

Ancora una volta, la mia Parigi piange e io con lei


Certo la ricostruiranno, ma il nuovo non potrà raccontare di Quasimodo ed Esmeralda, dei gargoyle e di tutto il vissuto di ottocento anni.