# Giorgio

[se non ricordi l’inizio ]

Due giorni dopo, davanti alle altalene del Parco degli Alpini, restituì il manoscritto all’autrice dicendo:
‒ Hai stoffa, ragazza. Questo sarà il tuo primo successo. Ci posso scommettere l’intera mia libreria. E non è poco, credimi.

E successo fu.

Da allora, Giorgio divenne una sorta di test-editor ufficioso per Cecilia Burgors, per il poeta Andrea Mori e il giallista Ugo Baldan nonché di un paio di altri autori che facevano parte del giro della Burgos.
Non chiedeva mai denaro in cambio. A lui bastava la loro fiducia e l’autografo dell’autore sulla copia del libro che si precipitava ad acquistare appena fresco di stampa.
Haber non sfiorò mai l’idea di entrare a far parte, in prima persona, di quel mondo, convinto com’era di essere troppo codardo per sfidare le dure leggi del mercato editoriale, e di non avere neanche un briciolo di fantasia per inventare storie avvincenti né di poetare visto che, a suo dire, alla nascita Apollo non gli consegnò la sua Lira. “Sono nato lettore e non diventerò mai uno scrittore” di questo lui era convinto.

Eppure, stavolta, chissà per quale misterioso input ricevuto, l’ultima appassionante storia appena restituita a Cecilia aveva insidiato in Giorgio il sottile desiderio di sfida.
Chiuse la pagina delle mail e aprì un foglio Word.
Per almeno mezz’ora rimase come ipnotizzato dall’asticella nera verticale che lampeggiava in alto a sinistra di tutto quello spazio bianco accente. Non aveva idea di come cominciare. Stava per spegnere il laptop quando… si fermò e di getto iniziò a scrivere:

Non è ancora l’alba quando sulla campagna di Hermaville cala una coltre di nebbia mai vista così fitta.
Il borgo è ancora addormentato mentre…


[davvero, hai letto tutto?
^_^ grazie e complimenti per la resisenza!
aah… la storia di Giorgio – qui – è finita 🙂 ]

33 pensieri riguardo “# Giorgio

  1. Quindi Giorgio non ha ricevuto dalla interessata Cecilia la giusta mercede per il suo impegno ma si è convinto di potere scrivere storie a sua volta senza neppure avere un Giorgio a disposizione che gli corregga le bozze? Deploro il suo comportamento. E anche quello di Cecilia. Come mai a Hermabille c’è la nebbia? Di solito è un posto pieno di sole e di joie de vivre, fauni e faune si aggirano liberi e selvaggi e compiono evoluzioni a corpo libero. Gli orchi compaiono verso le 17, si cibano solitamente di editors ma in mancanza loro di Cecilie. Che luogo ameno!

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    1. eheheheh! te lo avevo deto che saresti rimasto deluso dal finale ^_^
      Giorgio non è tipo da innamorarsi facilmente: resta fedele al suo unico amore scappata con un altro tizio, dieci anni orsono… pensa te che tipo! Ma lui ha i libri e alcuni amici su cui contare. Poi scusa, con quell’incipit, sarà sicuramente un romanzo di successo, no?!
      Come fai a sapere tutte ste cose di Hermaville (che più che una metropoli, contando 560 abitanti circa, è una necropoli… ma sta in Francia, sicché è bella bella!)?

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    2. Hermaville ha un qualcosa di esotico, lo vedo bene come posto dove far morire cruentemente qualche decina di vecchietti ma anche dove fauni e faune etc. etc. Ci manderò la mia troupe, prima o poi. Giorgio è un sognatore, quindi, che non si cura di raccogliere i frutti del suo duro lavoro: ma per caso questa Cecilia è una racchia? A parte che i Giorgi che conosco io non buttano via niente, ma questo disinteresse mi suona sospetto.

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    3. Woow! La tua troupe a porterà una ventata di vitalità (anche perché in quanto a mortalità più di così, ad Harmanville, non si puote) da far ringiovanire tutti al punto da far riaprire gli asili e le babysitter arriveranno da Finlandia, Lettonia, Estonia, Gran Bretagna, Norvegia e Svezia… e sarà una eterna primavera.
      Il Giorgio in questione è un puro e anche esageratamente pirla ^_^ moooolto diverso dai Giorgi che conosci te. Come dire… ogni Giorgio ha la sua eccezione che lo rende eccezionale.
      Della Cecilia non so dirti ma, si vocifera che già solo con quei suoi occhi (per non dire il resto) abbia fatto fuori un po’ di uomini, tanto che in parecchi le han imposto di prendere il porto d’armi o indossare sempre occhiali neri. Poi, va beh, de gustibus non est disputandum, neh!

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    4. Telegrafo al sindaco (no, lì nonn arriva Internet) e: gli faccio cambiare le lampadine ai lampioni, allertare gli albergatori in modo che levino le ragnatele e cambino i mobili tarlati con altri Ikea… dategli solo il tempo per montarli

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    1. Intendevo che il tuo racconto andava pubblicato, per stile e lessico e bravura. E il resto era un modo di dire che mi son piaciute le “puntate”. Ma mi sa che ho mal espresso il concetto… Damn 🙂😘😘

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