Quarant’ore scarse… et voilà

Borsone caricato in auto.  Un salto veloce in ufficio per festeggiare con cappuccini e brioches la chiusura in positivo di questo 2018 che ci ha tenuti tutti incollati alle scrivanie sino ad oggi 31 dicembre. 

Un ultimo sguardo alle statistiche poi  complimenti e auguri a tutti e wroooom parto alla volta di Malpensa dove tra meno di quattro ore un aereo decollerà portandomi… lontano.

Stai già pensando ai tropici? Beh, ti sbagli. ^_^
Dai, ti aiuto a indovinare dicendoti che:

appena scendo dall’aereo saluto con un “baciolemani Don Colapesce”, lui mi ricambia con un sorriso e, da perfetto ospite quale è, per non farmi sentire nostalgia di casa,  mi fa trovare un gelo che metà basta accompagnato da sferzate di vento, lampi tuoni, pioggia e persino un velo di nevischio che fa tanto Natale.
Certo al nevischio avrei preferito il vischio… ma dopotutto a starci sotto da sola avrei fatto la figura della cioccolataia, sicché transeat.
Un’oretta e trentatré tornanti dopo, la vecchia e ricchissima Donna Taormina (alias Perla), che in estate veste di bouganville,  mi accoglie sfoggiando una mise tutta paillettes dorate e sbrilluccichii.
Incantevole da mozzarmi il fiato…

Ora che hai scoperto dove sono andata, scommetto stai immaginando io mi fiondi in uno dei tanti sontuosi cenoni o mi scateni in balli organizzati
da Donna Taormina per festeggiare l’arrivo del 2019.
Ti sbagli… e sì, anche stavolta ^_^ Ma non potevi mica sapere che:

il patto con i miei cugini (isolani) era stato: fine anno alternativa o non scendo manco morta.
E così, visto che sono la loro cocca, l’anno finisce con una “pizzata” accompagnata da un dessert di ricordi d’infanzia. A seguire champagnata in piazzetta in mezzo a: scarpe rosse tacco dodici che spingono passeggini, palloncini tenuti al laccio dai bambini, uomini in smoking e branchi di volpi con dentro signore, ragazzi in jeans e papillon e ragazze in calzoncini, nonché noi umani freddolosi imbacuccati; tutti ma proprio tutti col naso all’insù a guardare i giochi pirotecnici che sfidando l’umidità accompagnano via il vecchio anno.  Allo scoccare dell’ora X insieme ai tappi delle bottiglie si leva un coro unanime di “auguri” “buon anno” “cin” in dialetto, italiano, inglese, francese e nord africano. Una babele in festa.
E subito dopo, una girandola di occhi sconosciuti e sorridenti mi cercano per brindare ancora. Sono frastornata e felice come… come… come le bollicine nei bicchieri.

La mattina seguente, il sole la fa da padrone e mentre Donna Taormina sonnecchia ancora:
Cheffà, sirena, il mare da vicino non lo vuoi salutare?
‒ Giura cugino, giura giura che…
‒ E sennò che ci sei venuta a fare fino qui. Amunì, che ti ci scendo.
Woowowowoww ‘ndem

Di messer Mare ti dico solo che, conciata con stivaloni di camoscio e cappuccio col pelo calato fin sugli occhi, temevo non mi riconoscesse
e invece…
Mon dieu, da quanto tempo non ascoltavo la sua voce.
Mi mancava.

Pomeriggio mi passa su e giù per le scalinate dei vicoli alla scoperta di angoli nascosti.
L’indomani, dalla scaletta dell’aereo che mi riporta a casa, l’ultimo saluto d’obbligo:
“Ssabbenerica Don Colapesce, reggetela forte a galla questa terra di tutti e di nessuno, dai paesaggi morbidi; isola dominata dai venti che portano lontano i suoi figli ma che non smettono di richiamarli indietro; terra tanto povera quanto ricca di tutto ciò che non può avere prezzo”.
“Beniritta e ccu bonu destino, figghiuzza du nord”  mi par di sentirlo rispondere

33 pensieri riguardo “Quarant’ore scarse… et voilà

    1. ahahahaah! Pensa che sono atterrata a Catania alle 19 del 31 dicembre e son ripartita per casa giorno 2 alle 9 di mattina.
      Però se questa estate scendo al mare, prometto di venire a stringerti la mano. ^_^
      E poi magari ci facciamo una scodella di “gelo di melone” (ne vado matta)

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  1. un mordi e fuggi per tornare alle origini. Anche se veloce si capisce che sei stata bene tra ricordi e presenti.
    Una bella cronaca di un capodanno sereno.

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    1. ah, Siracusa e le testimonianze della civiltà ellenica. Lo sapevi che “il Teatro” (nel senso di genere) è nato lì.
      Ussignur, mi sta venendo voglia di far un post per presentarvi le città dell’isola. Vedrò

      Piace a 1 persona

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