Ho danzato con la poiana

Sulla cima di una rocca, una brezza tiepida mi culla mentre ammiro il cielo terso e il panorama verdeoro quando, il volo maestoso e lento di una poiana cattura la mia attenzione. Ne resto ammaliata e, con lo sguardo, la seguo nelle sue lunghe e ampie planate che mi mostrano, pian piano, i segreti degli abitanti di quella porzione di campagna toscana e delle colline che la circondano.

Ed eccola lì, appare immobile, sospesa dalle correnti su un gruppo di casolari semi diruti che raccontano le vicende delle tre generazioni contadine che vi han vissuto. Poi risale il crinale di un colle poco lontano e indugia sul vecchio monastero di frati avvolto da una leggera nebbia. E di nuovo riprende a planare, sorvola la villa di ricchi stranieri sempre in festa per poi dirigersi a ovest facendomi intravedere il mare e, più in là, la Francia. Presto ritorna sulla valle col suo moto infinito, morbido, coinvolgente, ipnotico al punto da assumere anch’io il suo ritmo instancabile.
Unita a lei in una danza difficile da smettere.

E dai! Ma no che non mi drogo! Giuro.
Una poiana c’è ed è il trait-d’union per viaggiare nel tempo e nello spazio, nonché il ritmo di narrazione dato da Giovanni Mariotti alla Storia di Matilde (Adelphi). Un romanzo che ho trovato poetico come La Recherche, struggente – a tratti grottesco – come la letteratura dickensiana, e con qualche pizzico di umorismo tipico dell’indole toscana (regione di cui l’autore è originario).
Non basta a incuriosirvi? Allora vi dico anche che è una chicca bizzarra tanto quanto imperdibile e impensabile: è stato scritto in un’unica frase lunga duecentoventi pagine e senza una sola virgola né altra interpunzione. Chapeau à l’auteur che ha saputo creare un appassionante sapiente intreccio – di più storie, luoghi, tempi – calibrato, metodico e “stupefacente” come pochi (grandi del passato) han saputo fare finora.

^_^ No, no, la trama non ve la racconto di certo… mica faccio recensioni, io. 😉
A me, delle mie letture, piace provare a raccontarvi (in minima parte) le emozioni che gli autori mi fan vivere.