Quei fuori-posto dei fuoriclasse

Per mancanza di quel tempo che dicono non esistere ma che in effetti mi sta sempre col fiato sul collo, ho preso l’insana abitudine di

comprare i libri (quelli veri) on line. Sì, d’accordo, non è sbagliato ma vuoi mettere una sniffatina all’atmosfera ovattata di una libreria, per scegliere i libri accarezzandone prima la fisicità e mica solo l’idea? Chi ama leggere sa che si arriva a vere e proprie crisi di astinenza da contatto.

Così giovedì mando al diavolo l’ufficio e mi ‘procuro la dose’ dal libraio di fiducia.
Entro con in mente un autore ben preciso e lo cerco subito nel piccolo reparto di poesia. Lui non c’è (effigurati!) ma scopro un altro libro con lo stesso titolo (peraltro, un poeta davvero interessante, Galluccio, di cui vi dirò un’altra volta).
L’aria è troppo buona là dentro, non voglio uscire; resto a giringirare tra scaffali e grossi cubi stracarichi di romanzi. Ne trovo uno il cui incipit promette bene. Prendo anche questo.
Proprio due pile di libri più in là poggiato di sghimbescio tra King e la Casati Modignani c’è un fuoriposto. “Toh! e te cosa ci fai lì, girato di spalle?” penso intanto che mi ci avvicino e leggo:

Amo la persona
insicura di sé
perché non sa ancora niente
della meraviglia
che sta per combinare.

“Ah sì?! Già mi piaci, timidone. Ma chi sei tu che sai parlarmi così? Fammi vedere il tuo viso. ‒ Capita a volte che ti penso sempre No dai… ah ah ah, che titolo! Gio Evan, ti sei aggiudicato un posto in prima fila sul mio affollato comodino” dico tra me e me. Continuando a sorridere, mi avvio alla cassa dove mi appioppano il quarto libro (letto sabato d’un fiato. Ne valeva la pena. Poi vi racconto in un altro post)… e vaii! O meglio, vado che si è fatto davvero tardi ormai.

Appena in auto, non resisto alla tentazione di origliare le parole di Gio e, al lume di un lampione, leggo alcuni stralci dalle oltre quaranta poesie o qualche frase tra tutte quelle contenute. Inevitabilmente vengo catturata della sua poetica giocosa, tenera, fluida, moderna… dal sapore di latte appena munto.

Incuriosita, voglio sapere tutto di Evan, così arrivata a casa faccio ricerchina in rete e, tra le altre cose, scopro che ha vissuto con gli sciamani, ha girato il mondo con la bici, spopola sul web e nelle piazze, ha scritto altri tre libri, mi accorgo anche di essere una delle poche persone a non avere mai letto nulla di suo, e che ha persino un canale YouTube dove trovo altre poesie come queste parole-immagini e… sbabam… mi si inumidiscono le ciglia.

“Hey, sai che c’è Gio? Sono contenta di averti incontrato in libreria prima che nel freddo web. Ma ora di’ la verità, mi sei saltato in braccio apposta perché sapevi quanto bisogno avessi di sentirmi dire parole come le tue, vero? Non fare lo gnorri. Tanto lo so bene che voi libri sapete sempre tutto di noi”.


Una su tutte da “Capita a volte che ti penso spesso” di Gio Evan? Questa ^_^ :

DOMANDE E RISPOSTE

Prima di farti domande
quelle che fanno tutti
prima di farti domande classiche
retoriche e commerciali
che sai la risposta
e che sai che ti annoia
che la risposta è quella di sempre
cosa studi, che lavoro
il sogno nel cassetto, che film, che musica
non fraintendere, eh
le domande che ti fanno tutti
interessano anche a me
anche io le voglio sapere
ma senza fretta, prima
mi piacerebbe portarti a spasso
tra domande insolite
un giro di sorpresa
qualche sbalzo di stupore
non capitano tutti i giorni,
sono così preziosi gli stupori

vediamo un po’
il tuo colore preferito no
è una domanda usurata
il secondo e il terzo si contendono
ancora il podio
mentre il quarto è fuori
fuori da ogni competizione
è umile
ha le guace rosse forse
in disparte
nono è mai stato chiesto nulla di lui
chi ha mai dato importanza
al quarto colore preferito?
io voglio

io voglio dar vita
dare una forte vita
alle tue risposte assopite
dimmi quale è
dunque
il tuo quarto colore preferito
i dinosauri che avresti galoppato
se non fossero estinti
le tre torte che non mangeresti mai
in Svezia
la danza che balleresti
in compagnia delle antilopi

voglio, vorrei
sapere di te
dimmi di te
dimmi tutte le cose
che i tuoi amanti
stupidamente
si sono fatti sfuggire.

14 risposte a "Quei fuori-posto dei fuoriclasse"

    1. Mon dieu, dottore’ (ho visto che in tanti ti chiamano così), cosa sei andata a tirar fuori!!! Mi son rivista così tanto in Renée (e Paloma) che per mesi sono stata attentissima ad attraversare la strada. Son proprio tutta matta, neh?!?! 😂
      (sai? anche quel libro era un “fuoriposto” in libreria 😊)

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    1. capita anche a me di scaricare ebook e leggersi sul tab con le app, ma finisce o che li lascio a metà o che, se un libro mi piace fino in fondo, mi precipito a comprare il cartaceo. ahahahah!!! son fuori come un cammello al polo! ahahah!

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    1. Giusto, forse non è un male se già conosci cosa ti serve. Giusto, giusto. Un pò superficiale son stato. I librai mi perdoneranno, ma tanto li vado a trovare spesso. E’ che il loro caffè non mi piace, ma va beh

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