😦

Sì, lo so che capita a tanti e che presto o tardi passerà, ma ormai son giorni che il magone non mi lascia e stanotte è davvero tosta…

la solitudine, intendo.
Di solito lei pizzica e io la domino, stanotte graffia a sangue: non la reggo.
Non è la solitudine di chi non ha un amore – a quello non credo più – è la solitudine di chi non ha orecchie che possano ascoltare i propri sfoghi…
di chi non ha con chi ridere
parlare di cose futili né serie.
Oh, sì, un’amica c’è (la Ivana. Ve ne ho parlato, ma voi non lo, ricordate di sicuro) e l’ho anche chiamata al telefono ieri sera… ci credete se vi dico che aveva appena litigato con il suo uomo ed era in lacrime? Così, dopo il “ciao Ivana”, ho mandato giù il mio nodo in gola, e ho cercato di aiutarla… come al solito. Però mi è servito per distrarmi mezzora dalla mia paturnia.

Ma io son fatta così, e anche se mi prendono i giro, che cosa ci posso fare?

Altri amici o familiari che possano ascoltarmi?
Boh…
mah…
sì, forse…
non lo so…
non so più nulla…
non so chi sono loro
né chi sono io.
Stanno sempre tutti in crisi, impicciati peggio di me (come se si potesse fare una classifica del malessere di vivere!), li capisco…
inutile disturbarli con i miei discorsi stupidi (che poi, chi lo stabilisce siano tali?), le mie paturnie, no? Meglio evitare di cercarli piuttosto di correre il rischio di ricevere, per ben che vada, risposte evasive
… quelle mi fanno star peggio.
E va beh, ognuno è fatto a modo proprio… non li accuso.

Allora non mi resta che urlare fuori il nero attraverso l’inchiostro delle parole, come faccio spesso su un diario che non pubblico…
la chiamano write therapy, sicché in teoria l’importante è scrivere, mica divulgare…
va beh, dicono…
ma non è così…
i monologhi sono ricercatezze da snobbetti, che vanno bene solo se recitati sul palcoscenico di un teatro…
nella vita ti incasinano l’esistenza…
giri e rigiri sullo stesso cardine sentendoti sempre più
sola,
inadatta,
incapace,
inutile…
Per vivere ci vuole
dialogo,
confronto,
riscontro,
appigli (anche gli eremiti hanno qualcosa a cui aggrapparsi, no?)
motivazioni,
il colore di un sorriso “estraneo”…
tutte cose fuggevoli per me, donna sbagliata in questo mondo, impossibili da trattenere
… un po’ come nebbia in un pugno…

E sempre più continuo a chiedermi:
che senso ha continuare a star così… sopra la terra?

Devo scegliere…


No, non va meglio per nulla dopo questo scritto
Stamaninotte il silenzio di queste ore piccole nel quale di solito mi avvolgo stretta stretta, mi rimbomba dentro e tutt’intorno…
fa un casino infernale.
Impossibile zittirlo.
No, non va meglio per nulla… proprio per nulla