Vele

Si direbbe sia uno spaventapasseri con quel gran cappellaccio di paglia calato fin sugli occhialoni scuri, l’abito leggero, larghissimo e l’enorme borsa di paglia in spalla. Ma non lo è. D’altronde cosa ci farebbe uno spaventapasseri nei vicoli di quel borgo di pescatori?

Così travestita, esce di casa mentre le strade sonnecchiano ancora, l’aria è ferma, tiepida e satura dal profumo dei gelsomini. Un paio di chilometri, calpestando a buon passo l’asfalto e giunge al mare: anche oggi è così calmo da sembrare una tinozza piena d’acqua blu.
Nonostante la sabbia appena pettinata sia fresca, Colette non rallenta la sua andatura: non vede l’ora di arrivare al promontorio di scogli dove passerà l’intera mattinata “a tu per tu con il mio mare vero” – come ama dire lei. Ancora poche centinaia di metri percorsi scalza giocando con le onde che muoiono a riva, e ci sarà.

Quella mattina, i massi migliori, isolati, distanti, lambiti dall’acqua alta, sono stati presi d’assalto dai vacanzieri che si ingarbugliano con i lanci di lenze e ami, sicché Colette si deve accontentare di un piccolo scoglio a poca distanza dalla spiaggia.
Sta lì, scaldata dal sole, avvolta dal silenzio interrotto solo dal ritmato sussurro delle onde, abbracciata dall’immenso mare, immobile fissa l’infinito azzurro perdendosi in quella serenità che solo il contatto con la natura sa regalarle.
Un’altra dimensione, questa.
Ora, se le chiedessero “a cosa stai pensando?” risponderebbe “al luminoso nulla”.

Intanto, alle sue spalle. l’ocra della spiaggia si tinge a larghe strisce alternate di blu, gialle, bianche e rosse, i lidi si popolano di bagnanti rumorosi, musiche, venditori ambulanti che camminano sotto una pila di cappelli colorati urlando la loro mercanzia, palloni che rimbalzano sull’acqua rincorsi da ragazzi e schiamazzi,
I rumori arrivano fino al piccolo scoglio e distolgono Colette dalla sua armonia. Infastidita, si volta verso “predatori” come se potesse con un immaginario tasto OFF spegnere la realtà, almeno ancora per po’.

È così che Colette la nota, quella coppia. Sono arrivati fin li da lei, da chissà dove, passeggiando lentamente mano nella mano; la donna porta su di sé gli evidenti segni di un sogno che tra un paio di mesi potrà conoscere in viso e cullare tra le braccia.
Fino a che la coppia non torna sui propri passi, Colette non smette di osservarli… quei meravigliosi evidenti segni che… vorrebbe portare.
Poi ritorna a guardare il blu e la barca a vela che da qualche giorno è ancorata a neanche mezzo miglio dalla scogliera.
Non può partire ancora, la bonaccia la trattiene. Ma il vento tornerà a favore. Allora spetterà a lei la decisione di levare l’ancora, spiegare le vele e salpare per navigare il suo sogno.

21 risposte a "Vele"

  1. racconto di una creatura sulla soglia tra il mare e la vita…in pendolo tra l’essere e il nulla…un avvento la strappa al sospeso…e lei, finalmente può viaggiare… molto molto bello Herì. 🙂

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    1. Magari, Franz… magari riuscissi a scrivere, non dico solo benissimo, ma proprio almeno a trovare il tempo di scrivere e il coraggio di pubblicare.
      Ocio che passo da te anche se non subito… i miei Blogger preferiti ( 😉 ) meritano essere letti con calma.

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    1. Riflessivo. Beh si. Forse a me arriva anche quel filo di tristezza che accompagna Colette nella sua riflessione. O forse sarò strano io!! 🤔😂😂😂

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    2. no, Sephi non sei strano. l’amato mare rilassa la nostra Colette, ma nel vedere quel sogno di coppia s’intristisce… però è appena un velo 😊
      È che non volevo buttarla sulla frigna… 😂😂😂😂
      Sempre bello quando passi di qua (appena ho una mezz’ora libera libera, vengo a sbirciare da te 😉 )

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  2. “Ma il vento tornerà a favore.”
    E Colette salperà.
    Ora sta riflettendo.
    Il mare è vita per me e amo le vele.
    Un pochino di malinconia nel vedere la coppia… E’ così naturale tutto questo.
    Bello questo scritto, Heri.
    🙂
    gb

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    1. il vento cambia e con lui cambiano le cose.
      Sul mare la pensiamo allo stesso modo, gelsè. Io, purtroppo, vivo lontanissima da ogni mare e in quella settimana all’anno che riesco ad andarci cerco di ascoltarlo più che posso.
      Grazie… per tutto tu’ ^_^

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    2. Anche io vivo lontana dal mare.
      Credo che l’importante sia avere il mare in noi.
      Solo se lo si ha, si può ascoltarlo…
      E’ meraviglioso vivere su una barca a vela e avere un dialogo continuo con vento, mare, cielo e…
      Ho passato periodi colmi così che sono stretti in me ora.
      Grazie, cara.
      Un abbraccio di spuma di mare
      gb

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    3. … e dire che, le lacrime sono salate proprio come gocce di quel mare che consideriamo vita ma a cui siamo lontane.

      passa da qui quando vuoi (troverai più stupidate che altro ma… te sai “leggere” fino in fondo 😉 )

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    1. Il Canada deve essere una meraviglia naturale e architettonica… è l’unico stato americano in cui voglio andare, e ci andrò… un giorno o l’altro. Poi ci racconterai del tuo Canada, vero? son curiosissima di foto e descrizioni…
      Grazie sempre per i tuoi apprezzamenti, Ro’… ho visto che hai spiluccato tutti i miei post arretrati. Sta cosa non solo mi lusinga, ma mi rende felice come una bambina ^_^
      Grazie ❤

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    2. ho letto più o meno tutto…. ma non sono riuscito a commentare tutti. domani riparto…ma con una piccola coa,poi sto raccogliendo le idee per i prossimi lunedì. Canada e New York ne ho di storie da raccontare 😉

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