I dwell in Possibility

I dwell in Possibility –
A fairer House than Prose –

More numerous of Windows –
Superior – for Doors –

Of Chambers as the Cedars –
Impregnable of Eye –
And for an Everlasting Roof
The Gambrels of the Sky –

Of Visiters – the  fairest –
For Occupation – This –
The spreading wide my narrow Hands
To gather Paradise –

Io abito la Possibilità – 
Una casa più bella della prosa –
più ricca di finestre –
superbe – le sue porte –

È fatta di stanze simili a cedri –
che lo sguardo non possiede –
Come tetto infinito
ha la volta del cielo –

La visitano ospiti squisiti – 
La mia sola occupazione – 
spalancare le mani sottili
per accogliervi il Paradiso.

Emily Dickinson
(dalla raccolta “Silenzi”)

 
=.=.=.=

Confesso di aver sempre avuto pregiudizi sulla poetica della Dickinson, fino a quando un amico mi ha convinta che stavo facendo un grosso errore e che avrei dovuto leggerla prima di giudicare.
Ha ragione lui: stavo sbagliando di grosso.
Grazie della dritta, prezioso amico ^_^

10 risposte a "I dwell in Possibility"

    1. Sì, Giuliana. Emily è immensa e le sue poesie van rilette di tanto in tanto, un po’ per il puro piacere di farlo, un po’ perché ogni volta si scopre un pezzetto in più di quel, come giustamente dici te, mondo nascosto dentro le sue parole.
      Un buon’oggi e sorriso a te.

      Mi piace

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