In giringiro a sniffar libri

Mi piace girare per librerie o bancarelle e scovare nuove chicche librarie
Solitamente sono attirata dal titolo  o dall’autore, ma non leggo quasi mai la quarta di copertina di un libro: mi leva quel sano gusto di scoprire, parola dopo parola, l’intera storia narrata.  Non lo compro nemmeno ad occhi chiusi, intendiamoci  (anche il mio autore preferito potrebbe deludermi), sto lì in piedi davanti allo scaffale con il libro in mano, lo apro con cura e… inizio a leggere le prime righe, sicché decido.

Così è stato anche al Salone del Libro 2017, dove, tra gli altri, ho trovato:
dav

e mi son detta “Toh! l’autore non mi è nuovo, ricordo che scrive bene. Vediamo cosa ha da dire”…

Prologo
“Chi era quell’uomo?  […]  Nessuno lo sapeva. Nessuno sapeva il suo nome, la sua professione e il motivo di quelle bizzarre visite in quel luogo di lugubre atmosfera romantica. […] Era straniero nel Cimitero degli stranieri? […] Era un amante della poesia e dei Vati o un semplice curioso in cerca d’isolamento? […] La magia di quel punto senza tempo e senza colore lo avvicinava a un caro estinto: una moglie? Un genitore? Un amico? O nel più tragico dei casi, un figlio? […]”

Quanti interrogativi stuzzicanti per un’inguaribile curiosa come me.  Impossibile non andare a fondo, scoprire: lo compro!

Pagina dopo pagina ho trovato le risposte alle domande iniziali ma, via via, nuovi quesiti mi venivano proposti in un’escalation  di centottanta pagine entusiasmanti che ho  bevuto, appuntato, sottolineato,  in due sere: difficile smettere o avrei perso il filo degli intrigati giochi di potere storico-politico e spionaggio raccontati dall’autore Jim Tatano,  il quale non tralascia di inserire nella storia una velata  nota romantica sorprendentemente tutt’altro che sdolcinata.

Ormai lo sapete che non mi piace raccontarvi la trama, no?, vi accenno solo che la città teatro del romanzo è Roma con tanto di dettagliata descrizione delle sue meraviglie, e che il giovane protagonista si chiama Davide Majorana (cognome a caso??). Vi dico anche che mi sono “innamorata letteralmente”  dell’eccentrico, tanto sapiente quanto ambiguo, anziano Umberto La Tierre, e che la bellissima Sabina De Angelis non è solamente una studiosa dell’arte.
Non vi basta?
Va ben dai, vi aggiungo che…  nelle ultime pagine del libro, mi son spuntati i lucciconi… e non solo perché non ho trovato (forse ^_^) la risposta all’ultimo enigma.

Una nota sull’autore?
Jim Tatano: scrittore, saggista, giornalista pubblicista, conduttore radiofonico, blogger, cofondatore della rivista culturale Kairos; appassionato di storia non solo locale, mitologia, simbologia, musica rock e blues, letture…  e scusate se è poco ^_^
Contrariamente ai suoi due precedenti romanzi – Il magico giardino (una storia semplice ma dai profondi significati. Anno 2009) e Il mito della Lanterna (un saggio romanzo ricco di riferimenti alla simbologia.  Anno 2012) – in  questo La ragnatela del potere, Tatano  ha puntato tutto sull’azione… e, a mio parere, ha centrato il bersaglio pur mantenendo il suo stile di scrittura fresco, sapiente e velato di romanticismo

Una curiosità: la casa editrice Bonfirraro Editore lo ha inserito nella collana giallonero.
^_^ Anche a voi questi colori richiamano l’ape?
Dai che scherzo!  Beh, neanche poi tanto, perché… per essere pungente, questo romanzo, lo è.

19 risposte a "In giringiro a sniffar libri"

  1. E già, l’ape… e come un ape vaghi in cerca di polline da suggere per il miele del tuo alveare mentale… fai venir voglia di leggere ed è, credo, il miglior complimento che si possa fare al tuo post. Ciao Herì

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  2. Bel commento, solletica la curiosità, lasciando comunque un alone di mistero. La domanda sorge spontanea…😉 ma non sono ormai troppi questi romanzi dove vengono mescolati misteri vari storici (spesso del Vaticano) giochi di potere, spionaggio con l’immancabile studiosa…sempre bella che più bella non si può? Ad esempio Buticchi, che a me non dispiace per niente, scrive da anni romanzi del genere. Ovviamente non è una critica sulla tua scelta, bensì una considerazione sul genere di romanzo che va per la maggiore in questi ultimi anni

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    1. uuuh! Considerazione ineccepibile!
      Ma, come dice Baricco in una delle sue Palladium Lectures, “di canovacci su cui raccontare storie non ne possono più esistere. È il modo di scrivere dell’autore che cambia”
      In pratica, a mio intendere, un buon libro è tale non tanto per ciò che racconta, quanto per come lo racconta” . Ed è principalmente questo che osservo quando leggo
      Ecco perché nel pezzo ho specificato di conoscere come scrive l’autore.
      Sarà sempre la stessa solfa di trama (non saprei dirti perché non leggo questo genere), che però Tatano racconta a modo suo: senza pretenziosità, con un linguaggio pulito, fresco, accattivante, scorrevole e… con qualche trovata scenica nonché linguistica.
      Va beh… poi son gusti e momenti, ovvio!
      Un abbraccio e un sorrisone per voi ^_^

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  3. A parte che ho riscontrato qualche somiglianza nel nostro modo di cercare i libri, ma… Credo che questo autore che non​ ho mai letto, avrà l’occasione di essere aggiunto alla mia lista 😉

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    1. ecco, sulla copertina io non son molto d’accordo: spesso cela la mediocrità del contenuto.
      Mi piace quel “chissà cosa”, invece, son convinta che alcuni libri ci scelgano ^_^
      ah i vinili…! tutto un altro ascoltare…

      Piace a 1 persona

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