Les Mots de Camille

Le parole di Camilla

In Rue Saint-Louis en l’Ille, esisteva un piccolo bizzarro negozio dal sapore antico.  La sua vetrina aveva l’intelaiatura di legno tinto color avorio.  Sull’insegna, in corsivo, c’era scritto  “Mots” .
Nel laboratorio sul retro, la giovane

proprietaria Camille “fabbricava parole”.
Realizzava le sue opere con ogni sorta di calligrafia, tecnica e materiale che potesse rappresentarne il significato e il valore, poi le sistemava in ordine alfabetico sugli scaffali formando una miscellanea di profumi, forme e colori da far meraviglia a chiunque entrasse.  In un espositore cilindrico a vetri, invece, riponeva le parole più delicate e preziose.

L’unico cliente, in quella mattina di febbraio, fu un signore col cappello che cercava la parola Futuro ma, essendo la più venduta, non la trovò.
Deluso ma affascinato dall’esposizione, l’uomo si guardò intorno e vide Prato, fatta con teneri fili d’erba. Più in là Ricordo ritagliata da una scatola di latta decorata con immagini retrò. E poi ecco Sorriso, uno splendore d’intreccio realizzato con un filato caldo e luminoso. Nel cilindro a vetri scorse Amore, scritta con caratteri arabescanti colorati di bianco intagliati su di un quadrato di pregiato legno massello. La comprò senza nemmeno chiedere il prezzo e la lasciò in custodia a Camille. Sarebbe ritornato a prenderla non appena fosse arrivata Futuro.  Stava per andarsene quando si accorse che in cima alla scaffalatura c’era Fiducia.

– Quella quanto costa?
– Non è in vendita, è mia. E poi non vede che è ha una profonda crepa?
– Si può sempre ricostruire nuova, no?
– I materiali che uso vengono da ogni parte del mondo, e quella è fatta con una delicata e preziosa ceramica prodotta artigianalmente in un piccolo paese a nord della Cina. Ci vuol tempo per averla. Arriverà.
Il signore col cappello salutò e uscì dicendo che sarebbe tornato presto.
Camille sistemò la parola Amore sull’ultimo ripiano della scaffalatura vicino a quella di ceramica incrinata.

Nel primo pomeriggio della stessa giornata, nel negozio entrò una signora. Indossava una pelliccia di volpe argentata e  al guinzaglio teneva un vivace Beagle.  La donna diede una rapida occhiata alle parole esposte e prese in mano Bacio, che essendo scritta con miele e sale le si appiccicò alle dita.  Camille, pazientemente,  rimise la parola al suo posto.
– Che prezzo fa uno di questi cosi?
-.Ogni parola ha il suo valore. Dipende da quella che sceglie.
– E quelle in questo cilindro a vetri?
– Lì tengo le più importanti, di pregio. Ne realizzo solo un esemplare per volta. Al momento ne mancano due. Le può vedere lì in cima all’étagères  ma non sono in vendita.
Continuando a fissare il cilindro trasparente, la signora in pelliccia fu attratta da Sogno, una nuvola di vetro soffiato che sembrava racchiudere l’arcobaleno.
– Questa deve avere un grosso valore. È magnifica. Guardarla regala emozioni indescrivibili… – disse prendendola in mano.
Camille la guardò preoccupata, ma la donna non se ne curò.
– Stia attenta, la prego. È molto fragile,  non vede? Stia attenta!
Fu un attimo e… l’irrequieto cane al guinzaglio diede uno strattone al braccio della signora e Sogno, cadde rompendosi in frantumi.
– Glielo ripago – disse, altezzosa, la signora in pelliccia per nulla dispiaciuta – Quanto vuole?
– Se ne vada. Io vendo parole solo se se ne apprezzano significato e valore. Vada via, la prego.
La signora, con aria di sufficienza, uscì senza salutare.

Camille raccolse i frantumi di Sogno e li ripose sull’ultimo ripiano della scaffalatura insieme alla ceramica incrinata e al legno massello intagliato.
Nel cilindro a vetri di Camille, per lungo tempo, rimasero solo: Speranza, scritta su di una lastra di cristallo spessa appena un millimetro e quella dal valore più alto: Vita, una delicata filigrana formata da un unico filo di platino tanto preziosa quanto fragile.

30 risposte a "Les Mots de Camille"

  1. Dio mio! Ma è un racconto raffinatissimo e di pregio…l’ho letto di un fiato …un colpo al cuore che solo la bellezza sa darmi…Stupefatto da tanta gioiosa scrittura…un vero gioiellino…Mi toccherà organizzare uno scaffale del mio archivio e sistemare in una teca di prezioso cristallo le mots del tuo racconto… Gran pennina la tua: una piuma che sa lasciare solchi! Clap Clap Clap!

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    1. … certo che mi si sveglio e in compagnia di una mega tazza di caffè mi dico: chissà se è piaciuto il racconto. Mi collego al sito dal Tab , leggo il tuo commento e… penso di stare ancora sognando. ^_^
      Sei stato delicato (e troppo buono ^_^ ) come solo tu sai esserlo ^_^ : hai lo splendido dono di usare le parole come note musicali.
      Merici, Poète Franz, merci…. mi hai disegnato in viso un sorriso ^_^

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    2. L’ultimo effetto che dici ho prodotto è quello che mi fa particolarmente felice! 🙂 …ho scritto di impulso ciò che pensavo del tuo scritto con la voglia di dirtelo sincero e forte…Hai Talento Petite Hérisson…

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    1. Ahahahah!!! Naaaaaaa…. “altrove” c’è la me che scioccheggia postando pirlate (🙊) mordi e fuggi, qui quella paturniosa che tenta di riflettere e di far uscire i fantasmi dalla mente scribacchiando 😉

      Grazie, Rome’ ^_^ bisou

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    1. … ussignur! Mi dispiace… 😥 non potevo saperlo… stavolta il casino che ho combinato è stato involontario. Pardonnez moi, s’il te plâit.
      Le piccole storie che scribacchio raccontano di me e per pudore non le scrivo quasi mai in prima persona: o non cito il nome della protagonista (magari chiamandola solo Donna) o le affibbio un nome che inizia con C … come Caterina, il mio nome.
      (Mi dispiace veramente. Per favore, lasciami un segno che hai letto questo, non fare il fantasma come al soliTo ^_^ )

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    2. tranquilla, mica otevi saperlo … mi ha colpito la coincidenza anche perché Camilla non è che sia un nome tanto diffuso

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    1. Uuuunh! Gioia… ora sta lì, proprio accanto a GRAZIE e Gio’ (! ^_^ ).
      È realizzata con impalpabile polvere lunare ed è visibile solo ad occhi che sanno meravigliarsi delle piccole cose. Però si sgretola facilmente sicché, visto che ti serve per un regalo, basta tu scelga Sorriso o Parola e l’effetto è garantito… l’ho appena testato 😉

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  2. Caterina, di questo mosaico di parole cesellato con abilità ho apprezzato particolarmente la forma dell’apologo, per così dire, che hai voluto dargli e la cura del dettaglio.
    Sono in pochissimi ad avere tanta cura del dettaglio e in grado di scegliere le parole come leggo da te.
    Dovrò tornare, per mia legge di natura.
    Buona serata intanto

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