Colazione a Parigi col Conte, pranzo con Agnelli

Capita che in ufficio arrivi una convocazione per un corso di aggiornamento (a dicembre!? ma ti pare…!?) e che la mia metà in affari,  quasi trent’anni più di me, ne abbia le ‘tasche’ piene di Blablate,  sicché all’ultimo minuto:

– Qualcuno qui in agenzia deve restare. Domani in direzione ci puoi andare tu, volendo. Venerdì mi riassumi i concetti principali.
– Bien!  Posticipo un paio di appuntamenti (grrrrr!) e prenoto l’albergo.

Capita che due giorni per la presentazione del nuovo prodotto a taglio fisso  (che sballerò al neo venditore così si fa le ossa. Son perfida, lo so ^_^ ) poco vendibile per il nostro target, siano davvero troppi e che un  ite missa est arrivi già poco dopo le 9:30  del secondo giorno. Poi, tra saluti e auguri di buone feste, si fan quasi le 10.

Capita anche che, delusa dalla disorganizzazione aziendale, io entri al bar per un cappuccio, veda le brochures di alcune mostre presenti in città e non sappia resistere alla tentazione di tuffarmici dentro.  Le mostre si acchiappano al volo, no?, e per di più ora che rientro la giornata lavorativa è andata in fumo.

Pensato… Fatto… 😉

La prima immersione è nella Parigi della Belle Époque. Chi meglio di Toulouse Lautrec la rievoca? Le sue opere, per lo più schizzi a matita, sono esposte a Palazzo Chiablese in un allestimento suggestivo che richiama le Moulin Rouge.  Grazie all’audioguida, di cui impossibile fare a meno in queste occasioni, ho rispolverato e scoperto le tappe artistiche e la dissoluta vita del Conte: un uomo dotato di grande fascino se, nonostante la picnodisostosi di cui soffriva, una donna tentò il suicidio pur di farsi sposare da lui; amare il contenuto e non il contenitore (sempre detto, io): that’s ammore!

A quattro passi (va beh, facciamo quattrocento almeno, dai) da lì, il MAO ospita la mostra delle “Figure dei sogni”. Ah! l’affascinante Oriente. Imperdibile. “Via, che il tempo c’è, Hérisson, gambe in spalla”. Un caffè americano sorseggiato strada facendo, et voilà arrivo nel paese dei balocchi: marionette, burattini e ombre cinesi.  Una magia antica che richiede abilità nella realizzazione e rappresentazione. Stavolta ho potuto far foto e ve ne posto un paio 😉

Last but not least ,  una capatina dall’Agnelli. Potevo mica non farla ^_^.
La pinacoteca di Giovanni e Marella è al Lingotto, lì avrei potuto anche pranzare prima di ripartire per casa.  L’esposizione è posta in una struttura moderna sopraelevata sul tetto dello storico stabilimento FIAT: Sì, sì, proprio al centro della  pista dove provavano le automobili. Guardandola mi pareva di sentir i rombi dei motori. Che matta, che sono!
Non ci sono molte opere né audioguida e, se non mi fossi fatta prendere da diversi attacchi di una simil sindrome di Stendhal, in neanche venti minuti ne sarei stata fuori… Già, se… :-/ ! E se poi non avessi  fatto scattare un due o tre  volte i sistemi dall’allarme avrei anche evitato le occhiatacce dei custodi. Ma tant’è… ^_^ (il mio secondo nome è Disaster, ma non ditelo in giro)

Poche opere, dicevo, ma di valore e bellezza inestimabili:  dalla Venezia del Canaletto, al Tiepolo; dai giochi di luci intense ed ombre scure del Bellotto, al sempre presente rosso di Matisse. E ancora Picasso, Manet, la “Nu couché” di Modigliani, Future (Giacomo) Balla il pittore del movimento  e… due “Danzatrici” del Canova: nessuno scultore come lui ha mai saputo dare leggerezza e vitalità ad un blocco di marmo. Incanto, estasi… pura estasi!

Riparto.
In autostrada, verso casa, mi rendo conto di aver dimenticato di pranzare. E va beh, anche l’Arte nutre…  😉

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:/ L’unico neo vero della giornata è stato il fatto di non poter condividere con nessuno tutte le cose che mi venivano in mente nell’intensità di quei momenti… in piccola parte, lo faccio ora con voi, sennò che ci state a fare?!  😛
Dai, che per farmi perdonare della tonnellata di parole, vi ho messo anche le foto 😉 … cuntènt? 😀

31 risposte a "Colazione a Parigi col Conte, pranzo con Agnelli"

    1. 😂😂😂😂 le bacchettate servono 😉 e poi han ragione… ma io dovevo condividere con qualcuno oltre che con mio padre ^_^
      Ti te se cuntént, perché sei un tesoro di donna che riesce sempre a regalare u sorriso… ❤

      Mi piace

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