Rivincite d’autore

Una delle mie passioni, direi la primaria, è la lettura. Ne dico poco dentro questo spazio web  perché avendo un vecchio blog (ormai trascuratissimo per mancanza di tempo) su di un’altra piattaforma, preferisco scribacchiare  di libri lì.

Sì lo so, vi state chiedendo come sia possibile che un’accanita lettrice da sempre, scriva così, così… così così ( 😀 ). Le risposte sono diverse e vanno dal fatto che poco mi interessa essere una scrittrice (per me è solo un passatempo terapeutico),  al fatto che spesso se dovessi postare i miei racconti articolati così come vorrei, non sarebbero più “appunti criptici”, diventerebbero troppo lunghi e non li leggerebbe quasi nessuno, sicché tagliuzzo, assemblo e rebelotto tutto ^_^ .
Non è sfiducia in voi, è  fisiologia dei tempi moderni: siamo costretti a vivere la vita in sintesi. :-/

Ma torniamo alla letteratura, quella vera. Tra un autore classico ed uno contemporaneo mi piace leggere i cosiddetti  “emergenti”   (Prime Penne, come li chiamo io)  e vi assicuro che tra loro ho scoperto vere chicche letterarie  😉 . Così come, chicche di Autori si nascondono tra  voi Blogger; ah, se solo vi convinceste a scrivere un romanzo ( ^_^  non è una sviolinata! Ve l’ho commentato più volte. Lo sapete ormai) sarebbe un successo!
Ho avuto anche il privilegio di leggere alcuni romanzi  “inediti”: perle che resteranno  nel limbo dei libri in attesa della gloria.  Stan lì, ad espiare colpe non loro ma di un’editoria sempre più statica, rivolta alla massa e al guadagno senza rischi.  Se ne parlava proprio qualche giorno fa con un Amico autore, inedito sfiduciato.

Perché, allora, non provare con il self publishing (spesso, ormai, associato al crowdfunding)?
D’altronde sono sempre più i casi di scrittori che dopo aver visto la propria opera respinta da svariate case editrici, approdano all’auto-pubblicazione ottenendo il meritato favore del pubblico sovrano che li ha fatti svettare in testa alla classifica di vendite  (sezione self publishing, natualmente).
Sarebbe il caso di chiamarla “gavetta d’autore”: una fatica premiata da alcune case editrici che,  attente alla classifica prima detta, pubblicano queste opere portandole al successo, spesso, internazionale.

Uno dei tanti nomi, per lo più femminili, tirati fuori dal limbo editoriale dalla Newton Compton Editori, è  Angela Marsons.
Perché cito  proprio lei? Perché scrive il genere thriller e pare che abbia tutte le carte in regola per occupare il trono lasciato libero da Patricia Cornwell e venire decretata la nuova “regina del giallo”  (Ved. recensione di A. D’Orrico su La Lettura del 26 settembre 2016).
La Marsons ha esordito due anni fa con  Urla  nel 
Silenzio:  un milione e mezzo di copie vendute. Il suo secondo libro Il gioco del male occupa già l’ottavo posto nella classifica narrativa straniera.
Mica male per una scrittrice che aveva preso tante porte in faccia, no?!  

Beh certo, ci vuole fortuna nella vita ma se crediamo fino in fondo in noi stessi senza perdere d’occhio il nostro obiettivo, sulla strada per arrivare a meta, la dea bendata la incontriamo di sicuro. Parola di testarda… 😉

 

 

 

 

13 risposte a "Rivincite d’autore"

    1. E lo so :/ . In molti viviamo nel vortice degli impegni necessari e/o che ci creiamo. Facciamo un po’ di tutto ma ci resta dentro tanto di niente.
      Vivere slow ci farebbe assaporare il gusto della vita.
      Naturalmente il mio discorso è in senso lato. 😉

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  1. L’autice citata non la conosco …. e potrebbe essere interessante!! Sul fatto che pensi che siano troppo lunghi i tuoi racconti, non ne sono convinto. Se il lettore è uno distratto legge di fretta anche uno corto 😉

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    1. Sì dimmi. Io sono un onnivoro nella lettura, anche se un po’ tentenno di fronte a certi casi eclatanti di pubblicità.. vedi “la ragazza del treno”, niente di che.

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    2. Non l’ho letto. Di solito ho gusti differenti dalla massa ^_^ .
      Se un libro boom di vendite vuole che io lo legga “mi salta in braccio” magari a distanza di tempo e lì, novanta su cento, me ne innamoro. È capitato con “l’eleganza del riccio”, “la solitudine dei numeri primi” e altri ancora.
      Mado’ se attacco a parlar di libri, mi fermo solo se mi sparano 😂😂😂😂😂😂

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    3. ^_^ … non mi far parlare de l’eleganza o non la finisco più 😛
      Battute a parte, penso che per entrare nel nostro cuore, i libri debbano parlare del e/o al nostro intimo. Insomma, ci debbano rappresentare o scandagliare. Oppure, come nel caso dei gialli o saggi , stuzzicare i neuroni. ^_^
      Bien. . Bien. .. ho sentito un colpo di pistola… mi fermooooooooo qui. ❤❤❤❤
      Bisou sur le nez , Romeo ^_^

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    4. Io sono un lettore … eh … leggo (non sempre ci riesco) un libro a settimana. 😉 E’ una cosa bellissima secondo me. Per cui non far parlare di libri neanche a me 😀

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