Scacco matto (not for sale)

Lui è un tipo hipster dall’età indefinibile: sicuramente non supera i quarantanni. Indossa jeans sorretti da bretelle color cuoio, camicia Vichy rossa e un orrendo papillon a fiori. Ha barba, baffi e capelli corti biondicci ben curati. Occhiali quadrati. Se ne sta seduto al bancone del pub in compagnia di una birra. Spesso si gira verso la porta: sembra aspetti qualcuno.

Poco più in là, al piccolo tavolino di legno, due donne chiacchierano aspettando l’arrivo dell’ordinazione. Abitualmente non escono nelle sere di settimana, ma per essere l’inizio di settembre il clima è ancora tiepido e invoglia alle passeggiate nei paesi limitrofi in cerca di locali nuovi.

– Hai visto quello solo al bancone?  Che fisicaccio!
– Chi, il biondo? Sì, belloccio.
– No no, cara, è proprio un figo da paura e ti sta puntando da un po’.
– Punta te. Ma i panini quando arrivano? Ho fame.
– Non cambiare discorso. Ti devi cercare un uomo. Basta star sola.
– Che palle che sei! Non sono una gatta in calore a caccia di un maschio. Quel genere di relazione non mi interessa.  Desidero un amore serio. E l’amore non si cerca. L’amore  succede, capita, travolge, avvolge, invade all’improvviso  senza che tu possa o debba farci nulla.
– E come “ti travolge” se non vuoi mai incontrare nessuno?
– Come è già stato. Ci sarà qualcuno al mondo che la pensa come me.
– Sì, e intanto che aspetti sognando il principe azzurro, che non esiste,  invecchi.
– E va beh, tra dieci o quindici anni farò la gatta in calore, forse, e troverò uno sfigato che ci sta. Ora no. Non mi accontento. E poi io lo voglio pastrugnato di colori dentro e fuori, il principe.
– No, dai, non mi dire che stai ancora a pensare a “quello” ?
– “Quello” ha un nome.
– Tu cancellalo.
– È vita, non un file Word. Non lo posso mica buttare nel cestino con un click.
– Sì, va beh… curati, eh! Ehi, intanto guarda là,  il biondo non ti leva gli occhi di dosso –  incalza Ivana inviando uno segno d’intesa all’uomo. Lei è impudica maestra in questo.
– Ti strozzo. Giuro – le bofonchia Carolina vedendo che lui, sfoderato un sorriso a 32 denti, si sta avvicinando al loro tavolo
– Sorridi, scema. Eccolo.

Rotto il ghiaccio con le presentazioni, la serata scivola in un clima disteso e allegro. Danilo – alias il biondo – sa intrattenere con simpatia e acume.  Ivana gli tiene testa.  La chiacchierata continua fino a quando lui non vede entrare nel locale gli amici che stava aspettando ed è costretto a lasciare le due donne:
– A presto, ragazze.

– Allora? Avevo ragione o no?  Puntava te. È chiaro.
– La birra ti fa straparlare, Ivana.
– Non sai leggere il linguaggio del corpo?
– Finito di bere? Dai, andiamo. Domani si lavora. Vado alla cassa. Offro io.
– Ok. Ti aspetto in macchina.

Uscita dal locale, Carolina, seria in volto, raggiunge l’amica in auto. Insieme si avviano verso casa.
– Il conto era già stato pagato da Mister Sorrisone.
– Eeeh!?!? Danilo!?!?  Lo hai ringraziato, vero?
– No. C’è tempo. Mi ha lasciato in cassa il suo numero di cellulare. Ivana, da quando le cassiere fanno anche le ruffiane?
– Sìì!! Vai così!! Non fartelo scappare. Non fare la scema, ne! Domani chiamalo. Anzi no, stasera, appena sei a casa.
– Decido io. Attenta alla strada o ci ammazziamo.
Il resto del viaggio trascorre in silenzio.

Arrivata a casa, Carolina  si prepara la solita tisana. La sorseggia. Tra le mani ha il biglietto con il numero e il messaggio che Danilo le ha lasciato. Legge quel pezzo di carta e ripensa a tutta la strana serata. Poi si decide e:  “Hai giocato una buona partita, Mister Sorrisone, peccato tu abbia sbagliato le ultime due mosse. È Scacco Matto. Game over maschio biondo”. Riduce il foglietto in coriandoli e li getta nella spazzatura.

31 risposte a "Scacco matto (not for sale)"

  1. Che paura quando ho letto la descrizione iniziale, meno male che non sono tanto curato sennò temo potrei sembrare hipster e non un barbone senza tetto!
    I rapporti di coppia, specie quelli ancora non nati, sono sempre i piú difficili.

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    1. Grazi, Ekpi’ ^_^ .
      Non mi piace mai quel che scrivo. Penso di aver postato solo 4 o 5 petite histoire di cui valga la pena… ma non le han capite in molti 😉

      PS: Vedo Carolina più come una sciocca che vive fuori dal suo tempo :-/

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    2. Verso noi stessi siamo sempre molto autocritici e quindi tendiamo a non apprezzare pienamente ciò che scriviamo…
      (In ogni caso, è meglio vivere fuori dal nostro tempo 😊)

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    3. Eppure riceviamo parecchi consensi. Chissà, forse siamo solo scontenti di noi stessi, in fondo non si può piacere a tutti, no? 😉
      (Solo se incontri chi vive nel tuo stesso tempo, altrimenti è alienante 🙂 )

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    4. Il problema è che se non si piace a noi stessi, stiamo peggio di come staremmo se invece non piacessimo soltanto a un qualsiasi altro…credo 😕
      (Giusta osservazione ahaha)

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    1. ahah! Vi ha intrigato questa petite histoire ^_^ !.
      Cosa ti fa pensare che ci sia un seguito, crazyvery? Danilo e Carolina non vivono nello stesso paese; l’incontro è casuale; il numero di telefono di lui è al macero e non è stato trascritto; quel Game over non consente rivincita… sicché il racconto è un atto unico. 😉 ^_^

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    1. B-LOOOOOGGG!!! Che bello rincontrarti!! ^_^
      Ho chiuso il precedente blog e quindi perso tutti i contatti, purtroppo, ma non ho resistito e son ritornata a pasticciar con le parole.
      Vengo a sbirciare da te… 😉

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