A sud del sud

Lo aveva fatto altre volte e come terapia  aveva funzionato. Perché, dunque, dovrebbe fallire ora?
Non ci pensa un minuto in più, Cécile, e dall’applicazione del cellulare prenota il primo pacchetto viaggio Last Minute diretto su quell’isola a sud dove, già anni prima, aveva ritrovato se stessa.

Trentasei ore dopo, la brezza fresca della sera e la luna enorme color dell’oro che appare al’orizzonte riflettendosi sul mare, le danno il benvenuto nel piccolo borgo di pescatori all’estremo sud dell’isola.
Ed è già serenità.

Nonostante l’albergo che la ospita, disti pochi passi dal lussuoso Lido Blu, ogni mattina Cécile percorre circa un chilometro sul bagnasciuga per arrivare al gruppo  di scogli  lontano dalla confusione dei bagnanti.
Per nulla al mondo rinuncerebbe a quella passeggiata: il vento fresco della mattina presto, il profumo di salsedine, le onde del mare che lambiscono le sue caviglie, la spiaggia semideserta e pulita dove può incontrare solo gabbiani, anziani e poche coppie di giovani genitori distesi a prendere il primo sole con i loro neonati.

Lei sul suo scoglio:  il rock in cuffia alternato al libro del momento, l’azzurro del cielo terso che all’orizzonte si mescola al blu del mare, le lunghe nuotate nell’acqua fredda, il sole che la scalda, il lento sciabordio delle onde che s’infrangono sugli scogli, gli schiamazzi lontani. Niente bagordi notturni: sola – pur volendo – non potrebbe averne.  Si addormenta presto di sera, con l’intenso profumo di gelsomino che entra dalla finestra.

Da tutta questa pseudo solitudine,  Cécile cerca di rigenerarsi, di chiarirsi le idee, di prendere forza e calma. Per questo è lì, distante millesettecento chilometri da casa,  da Lui e da quella storia  che l’assilla senza tregua.

Ad ovest il sole inonda di  color aragosta l’atmosfera di questa calda domenica di luglio. Cécile, non ama i tramonti eppure, seduta al balconcino della sua camera d’albergo,  guarda rapita  quella luce mangiando una coppa di macedonia con gelato. Riflette sul passato,  si immagina il futuro mentre risponde ai messaggi accusatori, denigratori, di sfida che stanno piovendo al suo cellulare.  Uno sguardo agli ultimi bagliori del sole, e prende, la  decisione di mettere fine quel pensiero invadente : una storia che – ormai – le provoca solo troppo dolore, disagio ansia e tristezza.

Se ne pente subito. Vorrebbe tornare indietro, salvare il salvabile, ma si accorge, fortuitamente, dell’ennesima squallido tradimento.
A quella scoperta, Cécile scoppia a ridere.
– No, no. Ho fatto bene a chiudere. Niente ripensamenti. Basta! –dice tra sé. E ride, ride come una matta. E si sente leggera, leggera come fosse un palloncino gonfiato a elio scappato di mano a un bambino distratto.

– È finita, Cécile, devi festeggiare.  Stasera ceni nel miglior ristorante del lungomare, quello che ha la carta dei vini meglio assortita. Al diavolo i soldi  – bofonchia senza riuscire a smettere di ridere.
Mentre si veste davanti allo specchio, per la prima volta da mesi si vede bella, bella come non mai: il fisico in linea con le curve al posto giusto messe in evidenza dall’abito che indossa, la carnagione ambrata dal sole, i capelli morbidi e vaporosi, gli occhi che brillano di una luce nuova, il volto sereno. È giovane, piena di vita, sorridente, simpatica, allegra e intelligente, sa quel che vuole dal futuro e non si accontenta dei surrogati.

Pochi minuti dopo, Cécile entra nell’affollato ristorante  “Al Delfino”. Il cameriere le dice che non c’è posto. Dispiaciuta, sta per uscire, quando… il suo sguardo si presenta in  un paio di occhioni che puntati su di lei…

 

 

11 risposte a "A sud del sud"

  1. Penso di conoscere questa Cécile. Le augurerei che nonostante il cameriere abbia potuto sedersi a un tavolo. Che il giorno dopo potesse avere la stessa serenità e giornata, ridendo senza pensare al perchè. Il passato non ne vale la pena, così come conoscere il futuro. Per il semplice motivo, che lo stai costruendo da adesso.
    Buone vacanze a Cècile…che sento così bene.

    Piace a 1 persona

    1. * le augurerei che nonostante il cameriere abbia negato il posto, si sia potuta sedere a un tavolo. Ne è uscito un disastro grammaticale, perdonami. Si, sono un pò stressato..

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    2. Cécile è tornata dalle vacanze serena, prima dell’ultimo quarto di luna. ^_^
      Hai ragione, Mon écri’, il futuro si costruisce dal presente ma senza perdere d’occhio gli errori del passato.
      Bonne journée ^_^
      (Aaah!! Al Delfino cucinano bene davvero… 😉 )

      Piace a 2 people

    3. Il passato non puoi dimenticarlo. E forse è un bene, perché almeno si riconoscono gli errori, tenendolo d’occhio come hai detto tu.
      Poi mi dirai del ristorante ☺️☺️. Ma non dei piatti… 😉

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