Mia madre mi ha insegnato…

Mia madre mi ha insegnato che piangere nn risolve nulla, e io ho imparato a non farlo.

Mi hai appena detto che non mi vuoi più, di sparire dalla tua vita. Me lo hai detto con cattiveria ragionata, non con rabbia come ce lo siamo detti altre volte.  Stavolta sono io che da brava bambina prendo i miei giochi e vado via a testa china convinta che non ci sarà mai, per Noi,  quel futuro in cui ho sempre sperato.

Ci siamo fatti  troppo male a vicenda, io e te. Desideravi la mia presenza costante e te l’ho negata per mancanza di fiducia.  Desideravo che mi capissi, che mi dimostrassi di essere la sola per te e che mi difendessi  e invece tu mi hai sempre trattata come una delle tante e come carne da macello mi gettavi in pasto alle tue “panterone” inferocite. Mi son difesa con arco e frecce cercando di salvare me e ferire loro per farle andare via, ma tu hai fatto in modo di salvare le prede e hai distutto le mie frecce.  Ho cambiato armi e tattica,  ma tu le hai ritorte contro di me. 

Sono sempre stata quella in torto, quella che sbaglia, quella scema e inopportuna secondo te, e  così hai fatto capire a tutte.

 Hai ragione, Tesoro, ho sbagliato ad amarti, ad aspettare il  ritorno dalle tue “avventure”, a credere nelle tue parole d’amore per me. Il mio torto è sempre stato quello di voler riprovare a salvare una storia in cui credevo; quello di difenderti davanti al mondo intero. Il mio torto è  quello di essere una ingenua innamorata, una scema fifona; quello di raccoglierti. 

Pago. D’accordo, pago soffrendo  le  conseguenze dei miei errori e dei miei torti. Pago e spariscono,  come mi hai detto te.

Ti lascio in pessima compagnia, ma lo hai scelto tu. Un giorno mi darai ragione, anche questa volta.   Sei immenso e non ti meritano, ma a te sta bene così.   Sii felice.

Mia madre mi ha insegnato che piangere non serve a nulla, e io ho imparato a… piangere di nascosto, in silenzio.
PS per gli amici:  Stacco anche qui per un po’. Passerò a leggere gli affezionati amici Blogger , non appena cuore e mente torneranno in minima forma. Presto o tardi, non so. Ma voi non mi abbandonate, s’il vous plâit. ❤


25 risposte a "Mia madre mi ha insegnato…"

  1. reagisci, per favore. Non permettere un’altra volta di distruggere la tua autostima. Ognuno di noi e’ un piccolo importante universo, non c’e’ giusto o sbagliato, siamo solo diversi uno dall’altro ed ognuno di noi con la sua personalità e’ cosi’ come deve essere.
    Mia madre diceva che per ogni porta chiusa si apre un portone e che piangere fa bene per sfogarsi un po’ facendo uscire il dolore attraverso le lacrime, ma solo un po’. Noi donne siamo forti piu’ di quanto non immaginiamo noi stesse. Quindi piangi un po’ e dopo lava la faccia e ricomincia con serenita’. Baci baci ❤

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  2. Hai ragione. Ci siamo fatti troppo male. E mi lasci in perfetta solitudine, non in pessima compagnia. Ho imparato a dosare la rabbia, per questo, stavolta non ci siamo insultati a caso. Hai tirato troppo la corda, negandoti sempre. Senza un briciolo di fiducia non si va da nessuna parte. Mi hai strappato dentro. Tu mi accusi di non averti mai difesa. Forse ho sbagliato, o forse ti reputavo forte abbastanza. So solo che hai sempre cercato di fare piazza pulita da chi mi passava accanto. E cerchi costantemente lo scontro. Una era stronza, l’altra una faina, l’altra una troia, l’altra era cattiva, l’altra perfida. Quello che ho cercato di farti capire mille volte è che se volessi mettermi a scopare a vanvera, ne metterei in fila un tot. Ma non sono così, non sarei io. Ed allora mi sono sempre chiesto come poi ti saresti comportata in una vita di coppia, e quanta rabbiosa gelosia diffidente ci avresti messo. Un mucchio, e spesa male. Quanta energia gettata al vento. Energia che avrebbe dovuto far sbocciare l’Amore. L’ultima volta che sei tornata, comunque, avevi il ragazzo. Ed hai cercato me. Io sarò scombinato, ma le idee chiare non le hai manco tu.

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    1. Se per te avere il ragazzo vuol dire rifiutare il suo braccio attorno alle mie spalle al punto da chiudere la storia dopo appena una settimana, allora cosa dovrei dire io di te e di “Stella” con la quale sei stato 3 mesi pur venendomi a cercare e riuscire a stare con me? Chi è il doppiogiochista, ora? Sappiamo entrambe che abbiamo provato a dimenticarci a vicenda senza riuscirci.
      Non sei solo, hai le tue amichette.
      Dici che pensavi fossi abbastanza forte da difendermi da sola? L ho fatto, ma tu hai cancellato i miei commenti in risposta alle tue donne, perché non li leggessero; ho scritto sui loro post e le tue “donne forti” son venute a piangere da te… e tu mi hai aggredita difendendo loro. Cos’altro avrei dovuto fare? Le hai sempre difese: una era dolce, l’altra forte, ad un’altra ci tenevi pRticolarmente, con molte ci sei uscito e volevi mantenere i rapporti, di altre mi dicevi “ti sbagli” e poi tutti i nodi son venuti al tuo pettine.
      Mi hai fatto processi e guerra mediatici sul tuo blog e altrove, facendomi apparire alle tue amiche come una poco di buono, quella che non sono. Guerra che hai continuato anche qui, stamane, tirando fuori la storia “del ragazzo”.
      Ieri sera mi hai cercata carinamente e pubblicamente, io come una scema, ti ho risposto sperando volessi mettere una pietra su, e te… giù parole come botte e insulti senza pietà , senza voler ascoltare le mie motivazioni e ragionu a difesa fino a rispondermi che: non mi vuoi più e vuoi che sparisca.
      Perché ancora tutto questo male a me, Fabio?
      Hai voluto mettermi in cattiva luce anche con i miei contatti? Non ti bastano gli amici che ho mandato via per difendere te? Vuoi farmi terra bruciata attorno?
      Plauso… uomo!
      Questa volta non lo chiudo il blog. Non abbasso la testa e non scappo. Le ferite fortificano. Giusto il tempo di farle cicatrizzare… e mi rimetto in cammino guardando dritto a testa alta.

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  3. Io non voglio metterti in cattiva luce, anche perché sarebbe sciocco. Se dovessi dirti che sei una pessima persona (no, non lo sei), mi tirerei la zappa sui piedi. Io ho trascorso momenti fantastici con te ed anche momenti tristissimi. Non sto qua ad elencarli perché non va bene. In teoria certi panni andrebbero lavati in privato. Sì, è vero. Quando ci siamo nuovamente incontrati io avevo Stella. Cosa che poi ho voluto risolvere per rispetto. Verso entrambe. E tu lo sai. C’eri. Per il resto che dirti ? Le mie amichette (già il termine è poco rispettoso [ora mi dirai che le difendo, ti conosco]) sono presenze che vanno e vengono nel virtuale. Sì, è vero, un paio le ho conosciute, ma punto. Se avessi voluto fare cose losche non lo avresti mai nemmeno saputo, ma io ti racconto tutto. E’ giusto ? Sbagliato ? Io credo che la verità sia comunque giusta, anche se fa male. Quante volte avresti potuto essere al mio fianco e non ci sei stata ? Non mi interessa fare piazza pulita dei tuoi amici, d’altra parte una persona triste o isolata non è un partner felice. E a parte un po’ di sana gelosia, quello che mi è sempre mancato è il fatto di essere trattato diversamente dagli altri, in mezzo agli altri. Ti ho detto 1000 volte “stammi addosso”, ho bisogno di soffocare di te. L’hai mai fatto ?
    Non mi interessa sminuirti. Sei tanto. Ma a volte sei incomprensibile. O forse ero io che non ci arrivavo.
    Non ti sei mai fidata fino in fondo. Quando succedeva qualcosa di poco chiaro ti sei sempre fatta idee fisse ed insindacabili. E nonostante certi errori marchiani e tu sai quali, facevi sempre fatica ad accettare la verità. Dovevi comunque scavare e scavare, invece di dimenticare. Tutti sbagliamo, io più di te. Ma essere maturi vuol anche dire passarci sopra. E sto parlando di noi stessi e perdonarsi. E non rimanere lì dicendosi “non posso avere fatto un errore simile ! Non io !” e poi farsi prendere dal nervoso ed attaccare l’altro o nascondersi. Non posso fondere quasi 3 anni di storia in così poche righe, ma tutto quello che ti voglio dire è che anche io ci ho creduto, e tanto. E tu lo sai.
    Sarebbe bastato un passo.

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    1. Tutto molto bello e sentito non c’è dubbio, ma … ma… di certe faccende private non è meglio parlane di persona che coinvolgere tutti???? pieta” !!! Doscrezione, parola tanto sconosciuta….
      In ogni caso…auguri e che possiate ritrovare quell’equilibrio e serenita’ persa.

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    2. Hai ragione, Sara. Sono la prima a non volere mettere i mie fatti in piazza.
      I miei post, pur facendo spesso riferimento a miei fatti privati, non compromettono nessuno, li scrivo sotto forma di “piccoli racconti” spesso metaforici. A me basta scaricare tensione così.
      Ma cosa dovevo fare? Sono stata pesantemente accusata qui e mi son difesa… :/
      Grazie, comunque, per il tuo consiglio.

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    1. Grazie, Tiffany ^_^ , ho deciso per qualche giorno di “talassoterapia”, lontana da casa e casini, in cerca di ossigeno. ^_^
      Non son ancora passata a sbirciare il tuo blog, sicché non ti conosco… eppure dai tuoi commenti qui, ti sento vicina.
      Stasera passo ^_^, dal PC ci provo più gusto che dall’applicazione di WP.

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    2. sai a volte quando uno vive cose simili tende a immedesimarsi, e quando leggo i tuoi post rivedo cose di me.. goditi la “talassoterapia” 😛 che fa sempre bene ❤

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