Babele

Non sapevo proprio come iniziare questo post. Ora, grazie a un messaggio  whap che mi è appena arrivato, lo so:

FANCXXX. Sì  perché è questo il linguaggio che usiamo per rispondere ai discorsi che non ci convengono o che non ci sforziamo di capire, in questa Babele di mondo in cui sembra che ognuno di noi parli una lingua differente e sconosciuta agli altri.

Il fatto è che siamo tutti (o quasi) bravi a parlare secondo le regole grammaticali e magari usiamo anche dei termini forbiti ma in pochi siamo disposti ad “ascoltare“.

Le nostre parole sono biglie su un biliardo. Noi i giocatori.  Studiamo il percorso, prendiamo la mira e… “Toc” colpo di stecca ben dosato. Lei,  la sfera bianca… “Tum”… “tum”… “tum”… colpisce solo le sponde  senza arrivare a farti sentire il magico “frrrrrr” dei birilli dhe cadono. Poi… “plot” buca. Non hai segnato i punti che volevi.

Tutto dipende dalla bravura del giocatore, certo, ma a volte basta un minimo spostamento d’aria o un impercettibile ostacolo sul tappeto verde,  per far deviare la traiettoria della biglia.

Io  ci provo continuamente  ma evidentemente non sono una brava “giocatrice” visto che le mie biglie (parole) finiscono molto spesso in buca. Eppure mi son resa conto, scrivendo qui sul blog e altrove, che molto spesso, anche se sono un cervello spettinato,  “faccio punto”. Me ne accorgo dai  commenti che ricevo in risposta è di cui non finirò mai di dirvi GRAZIE (mi seguite in pochi, ma siete preziosisssimi) .

A questo punto mi vien spontanea una considerazione: probabilmente non capiamo gli altri quando ci creiamo delle aspettative dal dialogo intrapreso e se ciò che “sentiamo” non le rispetta, ci rifiutiamo di “ascoltare”. 

E se riuscissimo a metterci nei panni degli altri e facessimo domande per capire prima di trarre conclusioni?  Magari non di tutti, ma almeno delle persone a cui vogliamo bene.

12 pensieri riguardo “Babele

    1. Sicché sbagliamo a scegliere le persone con cui dialoghiamo.
      E questa è sicuramente un’altra ipotesi da prendere in seria considerazione.
      Ci penserò seriamente

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    2. O sbagliamo a scegliere le persone, o sbagliamo gli argomenti oppure pensiamo di conoscere le persone che rimangono invece un mistero ed usiamo le parole sbagliate.

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