La mia metà

È una fredda sera d’inizio maggio.
Seduta sul divano di pelle nera, sorseggio il mio drink mentre osservo distrattamente gli invitati al ricevimento di matrimonio appena terminato, che si attardano al bar del Resort.  La musica del pianoforte fa da sottofondo al chiacchiericcio mescolato al

tintinnio di bicchieri; di tanto in tanto, qualche risata non proprio sommessa spezza il ritmo stanco della serata.

Al centro della hall, una coppia ospite dell’hotel, sta ballando guidata degli accordi di Ma come fanno i marinai.
Lei è di corporatura minuta, i capelli cortissimi grigi le incorniciano il viso; una gamba leggermente arcuata dal morbo di Paget  le fa assumere una posizione obliqua e leggermente curva senza, però, farla zoppicare. È vestita modestamente: pantaloni neri, camicia a fantasia geometrica bianca e nera, nessun gioiello.
Lui è un tipo bizzarro. Completamente calvo; ha un viso tondo dall’espressione serena e cordiale; dietro gli occhiali dalla montatura colorata si notano i suoi occhi vispi. Indossa pantaloni color arancio, camicia bianca e cravatta fantasia in tinta ai pantaloni.

Ballano  in perfetta sincronia tra di loro e col ritmo della musica. L’uomo guida la donna abbracciandola con delicatezza. Non sbagliano un passo.
Non riesco a distogliere lo sguardo dai ballerini, ne sono totalmente rapita e ammirata dai loro movimenti.
Non so cosa sia, ma tutto l’insieme mi fa pensare che quella danza non sia altro che la rappresentazione di tutta la loro vita di coppia: sempre insieme, passo dopo passo, seguendo il ritmo di ciò che il trascorrere del tempo gli ha dato. Certo all’inizio avranno sbagliato, poi hanno imparato a correggersi fino ad arrivare, con costanza e pazienza, alla perfezione assoluta.

Finita la musica, i danzatori,  mano nella mano, vengono a sedersi sul divano di fronte a me. Li guardo,  sorrido compiaciuta e accenno ad un applauso silenzioso.
Lui fa un cenno di ringraziamento col capo. Poi mi dice:
– Ha visto… Ha visto stasera da quello lì meteo, lì del tempo
– No, non ho visto.
– Ha visto… Ha visto stasera da quello lì meteo, lì del tempo
Lo guardo smarrita senza capire cosa volesse dire.
– Stasera… da quello lì… coso meteo…- ripete dannandosi perché non trova le parole per spiegarsi.
– Da Fazio a Che tempo che fa – gli suggerisce la moglie.
– Sì, ecco – dice lui – da quello lì del tempo, c’era… c’era…
Ancora una volta si stizzisce per non riuscire a proseguire il discorso e ancora una volta la moglie gli viene in aiuto.

La musica riprende lenta e i due ritornano a ballare.
Il ballo e il dialogo di questa anziana coppia  così unita mi ha riempita di tenerezza stringendomi un po’ in gola.
“Ecco, vedi?”  mi son detta “Lei è debilitata nel fisico e lui l’accompagna senza vergogna, lui ha evidenti carenze cerebrali e lei lo aiuta con pazienza come se gli leggesse nel pensiero. Sono l’uno il sostegno dell’altra. L’una, ancora, la metà dell’altro.”

 

28 risposte a "La mia metà"

  1. Prendersi cura l’uno dell’altro e’ il bello di essere una coppia… nella buona e nella cattiva sorte, in vecchiaia e malattia… per qualcuno sono solo parole vuote, ma per fortuna non per tutti… una coppia tenerissima, belli!

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  2. Riempire i propri vuoti, colmare
    I propri silenzi, abbondare nel loro aiutarsi.
    Sei stata fortunata Herisson, nn penso neanche di crederci a coppie simili. Tenderanno a svanire 🙂

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    1. In una parola “completarsi”, mon écri’. Ho sempre pensato che una coppia per durare debba essere formata da due persone diverse negli interessi e nel carattere, fermi restando i “valori”, e questa storia ne è la conferma.
      Comincia a crederci, Écri’, coppie così esistono. Non ho aggiunto neanche un pizzico di fantasia a questa storia, l’ho scritta, istante per istante, esattamente come l’ho vissuta.
      🙂

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    2. Non ho dubbi 🙂 la bellezza non ha bisogno di fantasia. Così come non ce ne vuole a descrivere la tua bontà. Bonjour madame

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    1. ^_^ Ti sei ricordata di leggerla!?!?!? Je t’adore, Alessia ^_^
      È stato bello anche viverla questa storia. Già, magari fosse sempre così :/ .
      Ma io non demordo mica… no no. Chi la dura, la vince. (E lo so, son testona 😂😂 )

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    2. sono venuta al pc, con l’idea che dovevo leggerla subito… se non vengo è perchè non riesco, non perchè non voglio! ma poi recuperossss! e poi mi perdevo sta bella storia!
      ma no che non demordi non demordi! ciertos che arrivas! e continua ad essere testona!
      emh…. me sento mezza spagnola oggi! 😀

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