Porquoi?

Parigi, 29 aprile 2016

Attraverso ogni giorno Place des Invalides per andare in ufficio, come facevamo insieme, e lì ieri ti ho incontrato.  Non hai più la barba né gli occhiali e porti i capelli più lunghi, ma come potevo non riconoscerti lo stesso. Eri con altra gente.  

Da dietro i miei occhiali scuri ti ho visto venire incontro a me. Ci siam salutati. Abbiamo scambiato due chiacchiere e sei ritornato al tuo gruppo.
– È tornato a Parigi. È qui, ormai – mi son detta, e ho toccato il cielo con un dito.

Stasera ricevo una tue solite codarde lettere d’addio. Una saetta che dal paradiso mi ha precipitata giù fino a conficcarmi nella Giudecca.
Non hai il diritto di farmi questo. Non me lo merito.

Leggo e rileggo le tue parole.
Mi sento implodere.
Ho bisogno di esplodere.
Vorrei risponderti direttamente, ma mi hai scritto che non vuoi sentirmi, così urlo al mio diario tutta la mia rabbia mista a tristezza. Scarico. Sfogo. Mi aiuta tanto farlo.

–  Porquoi? – ti chiedo – Perché sei tornato per poi andartene via subito? Potevi far finta di nulla, non parlarmi, restare solo a guardare. Sarebbe stato meglio.
–  Porquoi? – ti chiedo – Perché ti diverti a farmi star male? Porquoi mi odi così tanto? Beh, sappi che ci sto facendo il callo.

In questi mesi senza  di te, ho cercato di distrarmi.
Quando le urla del silenzio fanno eco nel vuoto che hai dentro,  o decidi di “scendere dal mondo”, o decidi di aggrapparti con tutte le forze che ti restano, agli sproni che gli amici ti offrono per farti tornare alla  normalità, ai sorrisi.
Ho scelto il secondo. Loro, gli amici, stanno vivendo delle belle storie d’amore felici, provano a trasmettermi ottimismo e positività e io li raccolgo.  Che male c’è? Esiste anche chi crede della parola Amicizia, sai? Devo solo ringraziarli, per le attenzioni che mi danno e per i motivi di svago che mi offrono.
Certo, le risate non hanno quel calore e quel colore che avevano un tempo con te. Resta tutto in superficie. Un momentaneo silenziatore, è vero, ma mi procura un gran bene. E pian piano, mi risollevo.
Non hai il diritto di rinfacciarmi, neanche per lettera, la ricerca della mia serenità.

Tu sai che ci vuol “Altro” per farmi sentire stabilmente viva come intendo io: lottando e amando. Ci vuole “Un Altro” per scaldarmi il cuore. A quanto pare non lo posso avere.
Proverò con tutte le mie forze a farmene una ragione. So che ci riuscirò.

E, ora, non mi resta che ricominciare un’altra volta la risalita da sola. Senza aspettarti … tanto tu hai di meglio da fare ora.

Sì, speravo tu fossi ritornato cambiato non solo nell’aspetto. Parigi sì, lei è cambiata… tu no.

Chloé

Ti ricordi quell’invenzione bizzarra che volevo facessero?  Sì, quella del cuscino con le braccia per i momenti tristi. Ecco, che lo facciano impermeabile, accidenti a loro! E che si spiccino a farlo, accidenti a loro!  Mi serve un casino, accidenti a toi! 

 

16 risposte a "Porquoi?"

  1. Le persone non cambiano… e scegliere l’amicizia che dona lo svago e il sorriso è il passo giusto. Se è Amicizia, non resta in superficie: è solo diverso il sorriso che dona, il calore che emana. Ma si ha bisogno anche di quel sorriso e di quel calore. L’altro… verrà… quando sarà giusto che venga. 🙂

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  2. Perché pensi sia così necessario salire ancora quella strada? Magari non ne vale la pena. Perché non pensi che in qualche via parigina possa trovare qualcuno che quella salita te la faccia sembrare discesa? Questo lo meriti, eccome.

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    1. Mon ecri’, non ho compreso bene cosa intendi per “quella strada che non vale più la pena salire” . Dovrei forse restare nella Giudecca (che, peraltro, è posto più adatto a lui che a me. Lì, ci stanno i traditori)? Dovrei restare fedele a chi non mi vuole? Per favore, me lo spieghi?
      Per trovare bisogna cercare, mon ecri’, e io non cerco. Non ho cercato nemmeno lui, per la verità… lui “è capitato”.
      Merito tante cose che non posso avere.
      Sempre preziosi i tuoi commenti. 🙂

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    2. Sempre preziosi però incompresi 🙂
      Dico solo che a un certo punto piuttosto che affannarsi su una strada vale la pena trovare qualcuno che ti prenda in braccio e la conduca

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    3. 🙂 Sempre preziosi perché mi aiutano a riflettere e caire.
      Sì, va bene, ho capito.
      Io, per, per risalita, intendevo proprio rimontare la china, cercare la serenità, la stabilità emotiva. Non credevo nell’amore già da prima… ora peggio

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  3. oh cate….. l’amicizia ti da anche calore…. un calore diverso…. ti allunga una mano….
    e l’altro calore, quello avvolgente e sicuro di qualcuno che saprà apprezzarti veramente arriverà…. tu intanto risali e vedi vedi che su, alla fine della risalita c’è qualcosa che prima o poi arriva! e tu ti meriti tutto fuorchè rinfacciamenti e ricadute! lo sai già!
    oddeo… pero quel cuscino lo voglio anche io!

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    1. Appena trovo quel cuscino, te ne mando uno. Ahah!
      Ho scritto e ho sfogato. Ora va meglio 😉
      E poi, vuoi mettere, leggere i tuoi commenti con voce gioiosa, è terapeutico. Mi scaldano il cuore tanto ta’.
      🙂

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    2. tesorellaaaaaaa!!!!!! evviva! eh ma te pare che io arrivo mai in tempo,…. sempre in ritardo… e forse in post tipo questo sarebbe meglio non commentare che potrebbero riportare al giorno in cui lo hai scritto e invece magari stavi col morale su.,.. nnnnaggia.. non ci avevo pensato…
      beh non ci pensiamo piu… immaginiamo il cuscinotto che spero troveremo presto! 😀

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