04:04 a.m.

Sono sul balcone a godermi il calore del sole mentre fumo una sigaretta.  È un piano  alto; il panorama, sotto il cielo limpido, è sconfinato 

Alla mia sinistra vedo la chioma fiorita di un albero. I suoi piccoli fiori color crema sono raggruppati in grappoli sparsi.  Se mi spostassi un po’ potrei toccarli. Sento voci e un rumore meccanico: qualcuno sta tagliando i rami e io li vedo cadere. Chiedo: “Perché lo state facendo? È sano!” ma nessuno mi ascolta.

Guardando giù, sotto l’albero, mi accorgo che una panda bianca è finita col cofano motore dentro un enorme cumulo di neve sporca, ammonticchiata nell’angolo di un alto muro grigio. Una poltiglia di neve e fango ricopre la strada intorno. 

Parlo al cellulare. La familiare voce dal tono rassicurante e irresistibile dell’uomo, mi sta dicendo: “Quella deficiente si è impantanata con la macchina. Ci vorrà una vita. Io vengo da te, così faccio prima”

Ho aperto gli occhi: era notte fonda.
L’orologio segnava le 04:04 e io mi sono svegliata mentre stavo per dire: “Sì. Ti aspetto, amore”

 

25 risposte a "04:04 a.m."

  1. è molto toccante. E da un lato questo uomo dovrebbe leggere ciò che scrivi. Aspettiamo tutti qualcuno, e ce ne accorgiamo solo quando di notte, a fianco a noi, non c’è.
    Buona giornata

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    1. Quell’uomo non leggerà mai ciò che ho scritto. Lo so. Ma fa nulla.
      Non è solo di notte che ci accorgiamo delle assenze, mon ecri’; è che di giorno tendiamo a nascondercelo, ma dormendo, l’inconscio ci riporta la realtà … e rovina il lavoro fatto prima.
      Bonjour à toi

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    2. Ecri’, hai spesso trovato le parole giuste per me, ma questa volta ti devo contraddire.
      È la realtà che non vogliamo vivere, non un gioco che accettiamo. Quell’uomo ora è felice con un’altra (che non s’impantanerà con la macchina 🙂 ) e io lo devo accettare totalmente e punto. Consciamente lo so e riesco anche ad essere contenta che abbia raggiunto ciò che vuole, mi devo solo convincere interiormente. Ci sto lavorando su e ci riuscirò. In un commento mi hai detto: “un giorno ti sveglierai e scoprirai di aver dimenticato” ^_^ E io aspetto. Intanto, “the show must go one” no?!
      Grazie sempre per esserci, mon écrivain. 🙂

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    1. Ma che filo e sorry!!
      È solo che non pensavo leggessi qui.
      Va beh, se te mi dici che “quell’uomo è felice ma NON con un’altra”, vuol dire che ho detto solo mezza bugia.
      Che, comunque, bugia non è visto che ne son convinta (e non perché me lo sia inventata, io ho i dolorosi fatti.).

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    2. Leggo sempre, non chiedere il perché, forse è solo masochismo. 🙂 Hai detto 3/4 di bugia. Visto che quell’uomo è “abbastanza felice e NON con un’altra”. Tu hai le tue convinzioni un po’ così… sbagliate ! E non è l’unica, ma tu lo sai bene, secondo me. I tuoi dolorosi fatti, piacerebbe conoscerli anche a “quell’uomo là”, secondo me non li sa. Lo conosco benino.

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  2. oh… e mannaggia… di notte il cervellino va dove la pancia duole (a volte fatico a scrivere cuore…)
    e mah ci sarà un momento in cui la notte sarai tranquilla e sognerai di arrivare con la macchina in qualche bel posto…
    i ricordi e le esperienze rimangono, ne sono sicura, quindi questa farà sempre parte di te… ma si accantonerà per donartene di nuove e belle…
    mannaggia che te ne torni a milano!

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