Possibile che …

La piazza era gremita di persone, tante di loro turisti. Camminavo frettolosamente per raggiungere la mia amica che mi aspettava in una via poco lontana, quando, vicino alla fontana, vedo un uomo di mezz’età seduto su di un minuscolo seggiolino pieghevole; sulle ginocchia teneva un

cestino colmo di piccoli rotoli di carta bianca. dal bordo del cestino pendeva un cartello:

LE MIE POESIE     1 € CIASCUNA

Non che abbia soldi da regalare, intendiamoci, ma io alle parole scritte (che siano prosa o poesia) non resisto, specie se l’autore non è famoso ( tra gli esordienti ho trovato vere perle che avrebbero meritato più successo), così mi son fermata e ne ho comprate alcune senza leggerle prima. Il Poeta era visibilmente stranito e contento nello stesso tempo, tanto da omaggiarmene altre 2. Al di là del misero guadagno, penso si sia sentito “ascoltato”, “considerato” … avevo dato “valore e scopo” al suo lavoro.

Va beh, non sto raccontando questo per farmi dire brava,  ma solo perché mi ha fatto specie un altro episodio capitato in questa settimana.
Il mio amico Vittorio Tatti, un autore e blogger che molti di voi conoscono già, ha dato vita ad una bella iniziativa (Ved qui) per portare la poesia sotto gli occhi della gente.  Tipo Maometto e la montagna, avete presente, no?! Ecco.
Vittorio, dalla panchina della centrale piazza del Paese, offre, senza assolutamente voler denaro in cambio (come ha scritto nel cartello), la sua poetica estemporanea su qualsiasi argomento gli venga proposto dal richiedente.  Scrive la poesia personalizzata, la firma e la consegna con l’unico patto di mantenerne la proprietà intellettiva (che mi pare il minimo).
Lodevole iniziativa, no?!
Ci credereste? Nessuno si è fermato, tutti via di corsa senza prestargli nemmeno uno sguardo. Eppure i cartelli che ha fatto spiegano chiaro!

A questo punto mi vien da chiedermi:
– possibile che nessuno abbia a casa un affetto piccolo o grande, appena nato o da confermare, consolidato o da recuperare a cui regalare un pensiero sotto forma di poesia?! Sarebbe la poesia nella poesia!
– Possibile che i regali s’intenda farli solo in date motivate dalle ricorrenze e che si debbano comprare (pagare) per avere un valore?! Valore, poi … beh, valore venale … il meno valido che esista!
– Possibile che la gente abbia dimenticato il valore (repetita iuvant) dell’emozione data  dalla poesia, dai gesti semplici, dal pensiero, dalla parola scritta?! Eppure i Poeti impazzano sui Social network ottenendo anche molti consensi sinceri(?).

Non so a voi, ma a me l’esperienza di Vittorio  ha confermato che, ormai, troppe persone sono “aride”.  Mah!

A bientôt, mes amis

 

 

 

 

8 risposte a "Possibile che …"

  1. Forse sono aride (scriverò le mie impressioni nel post finale), o forse sono io che sbaglio approccio, non lo so.
    Comunque domani pomeriggio (giorno di fiera) proverò ancora.

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    1. Sono sicura che andrà meglio, Vittorio. Magari ci saran ragazzi, coppiette che credono ancora in qualcosa.
      Io incrocio le dita … non solo per la tua soddisfazione, ma anche perché venga apprezzata la Poesia !! 😉

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  2. Andrà sicuramente meglio….le cause sono tante sai, la diffidenza, la fretta, si sono perse di vista le emozioni genuine e semplici, come quelle che vuole donare Vittorio…..peccato che vada lontano porca paletta 😉

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  3. troppo presi da questa corsa contro il tempo e contro ogni emozione ci dimentichiamo il valore delle “piccole” cose, come se dovessimo arrivare sempre primi per non so quale gara. La poesia di per se è già abbastanza restia a farsi “prendere”, a coinvolgere, se poi ci mettiamo che ormai le parole stanno assumendo un significato aereo/etereo quasi fossero appendice e non strumento, beh è facile capire come mai Vittorio non sia riuscito nella sua lodevole e apprezzatissima impresa. E’ vero ormai sui social si scrive e si ciarla di tutto ma devo dire con una deriva abbastanza inconsistente : avete mai dato uno sguardo su facebook? Quante sintassi ed elucubrazioni per non dire niente! Se non iniziamo a riprenderci il senso della voce o dell’inchiostro, nera sarà la strada e il percorso un misero burrone.
    Vittorio sei un grande :), riprovaci e riprovaci e riprovaci ancora, almeno tu hai avuto l’ardire ( 🙂 ) di metterci faccia e non solo un monitor e una tastiera. Ciaoooo

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