Lo straniero

Un paio di voi lo han già letto, è stata una delle mie prime “petites histories”.   La ripropongo, così, tanto per stemperare il clima melense e/o frignone degli ultimi miei post.  
No, no, non ringraziatemi … non sapete ancora cosa vi aspetta  😛 😉

Carina è una giovane donna con lunghi capelli mossi e occhi castani, lavora a tempo più che pieno alla reception di uno studio medico e quella mattina, tra il telefono che non ha smesso di trillare, medici con i nervi a fior di pelle e pazienti impazienti per le attese, non ha avuto neanche un istante di tregua. Finalmente lo studio si svuota e alle 13.23 riesce a chiudersi la porta alle spalle e uscire. Appena fuori dal portone dello stabile inspira una lunga boccata d’aria che le fa dimenticare le cinque ore di stress lavorativo.

Decide di fermarsi a pranzare al piccolo bar lì vicino.  Sceglie di sedersi all’unico tavolino libero all’aperto: la giornata è calda e luminosa e lei di esser circondata da mura non ne ha per nulla voglia e, per di più, l’ombrellone rosso che l’avrebbe riparata dal sole, le fa ricordare la spiaggia. Ordina melone con prosciutto e una bottiglietta d’acqua naturale a temperatura ambiente.
Qualche passo più in là, una coppia di fidanzati, appoggiati al muretto di recinzione di una villa, stanno mangiando un gelato senza smettere di sorridere né di perdersi l’uno negli occhi dell’altra.  Carina sorride con l’amarezza del rimpianto, ripensando  alla sua storia d’amore finita da poco e in un modo inconsueto.
L’arrivo del cameriere con l’ordinazione la distoglie  dal pensiero e le fa girar lo sguardo avanti a sé.
È … lo vede! Lui è uno splendido esemplare di maschio, indossa un’abito bianco, impeccabile, elegante. Cammina con passo deciso e leggero puntandole addosso due occhioni verde intenso e profondi, senza mai staccarle lo sguardo di dosso. Sotto il ben curato paio di baffi, abbozza un sorriso sornione.
Forse è straniero o forse soltanto un tipo di poche parole, fatto sta che, senza chiedere il permesso, si siede vicino alla donna e continua – zitto – a guardarla con occhi languidi.

Carina, meravigliata e affascinata, riesce solo a sussurrargli sorridendo:
«Sei uno splendore!»
Lui non fa una piega, continua a fissarla e si passa la lingua appena sotto i baffi.
È un segno!
La donna capisce.
Così, teneramente, prende una fetta di prosciutto dal suo piatto e, con dolcezza, gliela avvicina fino quasi imboccarlo.
Lo straniero inclina la testa da un lato e … ringrazia con un: «Miaaooo!» Poi, afferrato il bottino, scappa a divorarlo chissà dove.

34 risposte a "Lo straniero"

    1. La traduzione di “Le Hérisson ” è “Il Riccio”. Ora è tutto più chiaro, scrittore55? 😉
      Ps: gli aculei del riccio non han veleno … forse ^_^

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    2. Si dice che tutte le Risposte abbiano una domanda ma che non tutte le Domande abbiano una risposta … purtroppo, aggiungo io … 😦
      Poi ci sono i casi in cui le Risposte non sono quelle esatte … ma questa è un’altra storia. 🙂
      Compris ce que j’ai dit, mon auteur? ^_^

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    3. Scrittore55, ti chiedo scusa per la risposta (due commenti più su) di qualche giorno fa. Ero soprasotto ^_^ e avrei dovuto tacere invece di straparlare … non riesco ad essere una vera blogger e mostrarmi sempre “amorevole e cordiale”. :-/
      Ti risp adesso, ho messo il Riccio è perché sono un po’ come lui: non attacco mai per prima, ma se mi sento in pericolo mostro gli aculei per difendermi .. e, cmq, ho un cuore tenero. ^_^
      Perdonata? ^_^
      Buona serata.

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    4. Per essere perdonati bisogna commettere un male o qualcosa di sbagliato. Tu non lo hai fatto. La tua decisione di tenerlo segreto era rispettabilissima, d’altronde parlo io che decido di essere semianonimo.
      Non preoccuparti 🙂

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    5. Quello che scrivo è autentico, è mio ed è ciò che sono o penso di essere.
      Magari non è semi, ma neanche completo. Così come vedo che anche tu rispetti bene o male la formula dell’autentico anonimato

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    6. Sì, , lo so che sei dentro a ciò che scrivi e che hai scritto fin’ora. È lo scopo del tuo blog, no? Ti ho letto praticamente dall’inizio. =)

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    7. Ah, ovviamente non è una critica =)
      Giusto per non farti fraintendere, come spess mi sta accadendo ultimamente. Forse non mi spiego bene. Salut

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    8. Non l’ho presa come una critica, scrittore55. Per il fatto di fraintendersi probabilmente sono io che nn mi spiego. Ritornerò a parlarti in francese, così, forse tutto torna a posto.
      Bonne journèe, mon scrittorè55

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