Storia di una lettrice

… i libri han accompagnato la mia vita fin qui e io non posso far a meno di loro.

Molte lune fa, io ero ancora una bimbetta quasi in età da asilo, vedevo che tutti a casa nostra passavano giornalmente del tempo davanti ad un qualche libro: la mamma per studiare, il babbo per “evadere”, la Tata per sognare. Vi pare che io potessi esser da meno? Naaaaa! Anch’io avevo il mio lettbimbolibro e, specialmente la sera, a letto, lo leggevo a voce alta … beh, sì, insomma, lo leggevo a modo mio, s’intende! In realtà ripetevo le storie che già sapevo perché qualcun altro me le aveva lette a sua volta.  Finita la fiaba, chiudevo il libro e mi addormentavo.
Era il classico libretto per piccini con le pagine rigide di cartone, grandi illustrazioni e poche frasi scritte ma aveva una particolarità: era fatto in modo che si potesse comporre ogni volta una fiaba diversa a seconda di come lo si sfogliava.  Mi era stato regalato dalla mia Tata Antonella (è stata una donna fantastica con me), ed è gelosamente conservato sugli scaffali della mia libreria.

Crescendo, arrivò l’età dei “perché?” e torturavo Tata e babbo con le mie domande: “Perché … questo e quello … ?”, “Come si dice … ?”, “Cosa  vuol dire …?”.  Per molte domande mi arrivavano risposte precise e dirette, per altre (anche se semplici), l’interrogato prendeva uno dei grossi volumi dell’enciclopedia e mi “leggeva” la risposta (oggi so che quello era un gesto mirato).
Cominciai, così, a capire che nei libri oltre alle principesse, ai castelli e alle magie, ci stavano scritte anche le verità e le risposte a tutte quelle cose che mi chiedevo.

Avevo fretta di imparare a leggere e a scrivere e finalmente arrivò la scuola e, con lei, le letture per ragazzi.  Posso giurare che, già allora, per me era una gioia ricevere in regalo anche solouna perla di una collana … collana di libri, naturalmente!
Geronimo Stilton era la serie preferita ma non rifiutavo nemmeno i classici per ragazzi da “Piccole donne” al “Giro del mondo in 80 giorni”.
Cosa trovavo nella lettura?  Il mio mondo parallelo, la realizzazione di tutti quei “vorrei fare” e di quei “vorrei sapere”  che mi balenavano per la mente.
Crescendo i romanzi diventarono un “mezzo per sognare” in adolescenza e il mio “materasso di ricaduta” nei miei vent’anni. Ho letto libri rosa, gialli, neri, rossi …e non mi riferisco certo delle copertine.

Leggo perché leggere mi ha salvato la vita … e non è un luogo comune, credetemi.
Non sto qui a tediare con il racconto di come e cosa è accaduto, perché questo post è già, fin qui, troppo lungo e rischierei di annoiare a morte. Magari, un giorno, ne scrivo  uno a parte, eh!? 😉

Riassumendo: da quando avevo 2 o 3 anni ad oggi un libro mi ha sempre, fedelmente, tenuto compagnia. Raramente esco da casa senza averlo portato con me … non si sa mai che non riesca a leggere qualche pagina in una fortuita mezz’ora di pausa.
Cosa cerco, ora che ho passato i trent’anni, nei libri? Cerco le sfumature che emozionano e che emozionino l’anima.

Postato sul mio precedente blog il:
23 Aprile 2015 – Roma
Giornata Mondiale del Libro e dei diritti d’Autore