Vittoria di Pirro … ma sempre vittoria è!

Sono passate le 10 di questa calda domenica mattina. Ho casa libera e nessuna voglia di far nulla: pc spento, libro chiuso, muso lungo. Andare al centro commerciale per far la spesa non serve perché tanto starò sola tutta la prossima settimana e mi arrangerò.
Che apatia.
Che palle!
OK, ok! La noia ha già “segnato punto”, ma la partita la voglio vincere io …
Basta!
Così, apro l’armadio e scelgo un abito leggero, svolazzante, lunghetto e smanicato di color caffè; lo indosso con un paio di sandali bassi color crema;  prendo borsa, chiavi dell’auto, MP4 ed esco.
Ho solo una mezza idea su dove andare: punto verso nord.

Nonostante sia un giorno festivo di Agosto,  per uscire da questa maledetta città in cui vivo da un anno ci metto almeno 40 minuti.
Finalmente il casello! wowowow!
Bottone, biglietto, sbarra alzata e … si parte!
Pigio sull’acceleratore per non farmi raggiungere dalla “malefica” e alzo a manetta il volume dell’MP4 per non sentire la voce dei miei pensieri.
Just give me a reason , canta Pink ed io la seguo a squarciagola.
Mi è sempre piaciuto guidare la macchina e correre (anche se i 150 km/h non li supero mai), ascoltando musica: è una cosa che mi rilassa, è adrenalinica, mi carica.
Canto con i Led Zeppelin, Thin Lizzy, Bersani,  Avicii, De Gregori, Russkaja, Ligabue, altri ancora,  e in loro compagnia non mi accorgo del tempo che passa e dei chilometri che metto sotto le ruote.
Mi sento libera, serena, allegra, folle, inebriata, sorrido e rido ai miei strafalcioni linguistici o alle strofe saltate.

Dopo un’ora il fiato comincia a mancarmi, la voce si abbassa e ho fame.
Tra 5 km c’è l’autogrill di Montepulciano.
“Quasi, quasi …! Ma sì dai! Mi fermo  lì. Deciso!”
Adoro gli Autogrill, mi divertono e, in fondo,  è quello che volevo.
In fila per un secondo, insalata, frutta, acqua e poi col vassoio vago cercando un posto “sicuro e tranquillo” dove sedermi. Il locale è stracolmo. Ne adocchio uno vicino ad una coppia anziana e mi ci precipito.
Finito di pranzare mi regalo un caffè e son pronta a ripartire.

Avrei voglia di continuare verso nord ma domani devo essere al lavoro; meglio ritornare a casa anche se non ne ho voglia e non c’è nessuno che mi aspetta.
Musica alta, velocità, sorrisi, fila per incidente, casello, tangenziale, casa.
Apro la porta e …
“Bentornata!” mi dice mostrando il suo sorriso sghembo.  La malefica vecchia noia era lì che mi aspettava.

 

 

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