Incontri casuali

Carina è una giovane donna con lunghi capelli mossi e occhi castani, lavora a tempo più che pieno alla reception di uno studio medico e quella mattina, tra il telefono che non ha smesso di trillare, medici con i nervi a fior di pelle e pazienti impazienti per le attese, non aveva avuto neanche un istante di tregua. Finalmente lo studio si svuotò e alle 13.23 riuscì a chiudersi la porta alle spalle e uscì. Appena fuori dal portone dello stabile inspirò una lunga boccata d’aria che le fece dimenticare le cinque ore di stress lavorativo.

Aveva appetito sicché decise di fermarsi a pranzare al piccolo bar lì vicino.  Scelse di sedersi all’unico tavolino libero all’aperto: la giornata era calda e luminosa e lei di esser circondata da mura non ne aveva per nulla voglia e, per di più, l’ombrellone rosso che l’avrebbe riparata dal sole le ricordava la spiaggia.  Ordinò melone con prosciutto e una bottiglietta d’acqua naturale a temperatura ambiente.
Qualche passo più in là, una coppia di fidanzati, appoggiati al muretto di recinzione di una villa, stavano mangiando un gelato senza smettere di sorridere né di perdersi l’uno negli occhi dell’altra.  Carina sorrise con l’amarezza del rimpianto ripensando  alla sua storia d’amore finita da poco e in un modo inconsueto.
L’arrivo del cameriere con l’ordinazione la distolse  dal pensiero e le fece girar lo sguardo avanti a sé.

Fu allora che lo vide!  Era uno splendido esemplare di maschio, indossava un’abito bianco, impeccabile, elegante. Camminava con passo deciso e leggero puntandole addosso due occhioni verde intenso e profondi, senza mai staccarle lo sguardo di dosso. Sotto il ben curato paio di baffi, abbozzava un sorriso sornione.
Forse era straniero o forse soltanto un tipo di poche parole, fatto sta che, senza chiedere il permesso, si sedette vicino alla donna e continuò – zitto – a guardarla.

Carina, meravigliata e affascinata, riuscì solo a sussurrargli sorridendo:
«Ciao! Sei uno splendore!»
Lui non fece una piega,  si passò, soltanto, la lingua appena sotto i baffi.
Era un segno.
La donna lo capì. Quindi, sorridendo, prese una fetta di prosciutto dal suo piatto e, con dolcezza, gliela avvicinò fino quasi imboccarlo.
Lui inclinò la testa da un lato e … ringraziò con un: «Miaaooo!» Poi, afferrato il bottino, scappò a divorarlo chissà dove.

6 risposte a "Incontri casuali"

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