Canzone dell’infanzia

Quando il bambino era bambino,
non sapeva d’essere un bambino,
per lui tutto aveva un’anima
e tutte le anime erano un tutt’uno.

Quando il bambino era bambino,
su niente aveva un’opinione,
non aveva abitudini,
sedeva spesso a gambe incrociate
e di colpo sgusciava via,
aveva un vortice tra i capelli
e non faceva facce da fotografo.

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Vorrei essere capace di scriverle io parole cosi del mio mare… e invece son solo buona a star lì ad ascoltarlo nelle silenziose albe …

Grazie Moralia In Lob per averla postata.

Un'ora

Sempre bianca rimane questa riva,
immacolata l’acqua, benedetta
l’impossibilità della distanza:
e noi poveri, pochi nell’ascolto
che si nega e dilaga nell’udito.
Si resta ad aspettare la parola.
Imparare lo strascico delle onde,
limitarsi a raccogliere sul lido
gli avanzi di quel mare che straborda.
E al fondo scomparire, ritornare
a casa, le mani ancora insabbiate.

Ma forse questo chiediamo sull’orlo
alla spuma, di trovarla in un difetto
di pronuncia, sepolta troppo dentro
la quotidianità. Di parlare
quasi a doverla masticare a vita,
dimenticando di doverla dire.

Michele Bordoni – Gymnopedie

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Il Vecchio con il nome del santo

Se ne sta lì acquattato in un pianoro piccino e assolato. Immobile, lo sguardo puntato a nord-est, ammira i colori cangianti dell’amico mare, ne osserva l’incerto incedere, ne ascolta il richiamo talvolta burbero spesso suadente. Per agguantarlo lo si deve sorprendere alle spalle, percorrendo l’unica lunga strada che si snoda tra alte rocce arse che, come amorevoli braccia, nascondono e proteggono l’integrità di questo Vecchio dalla straordinaria vitalità.

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